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quando hai paura di non farcela..

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quando hai paura di non farcela..

Messaggio Da speranza73 il Gio Set 19, 2013 8:13 pm

salve a tutti...
sono un'insegnante di sostegno precaria al suo quinto incarico...sono molto in crisi e ho tanto bisogno di confrontarmi con qualcuno...
dall'anno scorso seguo un bambino autistico molto grave di 8 anni, inserito in una seconda elementare..
grazie al ricorso ha diritto a 22h che copro io, mentre l'anno scorso ne coprivo solo 10.
Già dallo scorso anno era difficilissimo lavorare con lui: non parla, non ha praticamente interessi, fargli fare qualcosa è un'impresa...ma mentre prima le dieci ore riuscivo a reggerle benissimo, ora con 22 ore sento che non ce la faccio...torno a casa stanca, nervosa, triste...oggi ho raggiunto il limite: sono stata quattro ore con lui e non ha fatto altro che fare versi forti e senza mai fermarsi, nonostante io abbia provato a fargli fare diverse cose, tra cui anche un'uscita in giardino...avevo il cervello che mi scoppiava..
io non so come farò a resistere...insultatemi pure se volete, forse non sono tagliata per questo lavoro, ci vuole una forza che io non ho forse...
è seguito da un centro pubblico che lo ha seguito poco e male e con cui non ho quasi contatti..da pochi mesi è seguito anche da un centro privato e lì sono riuscita ad avere più aiuto e indicazioni ma mi hanno detto che la situazione è grave, si doveva intervenire prima, ora a 8 anni è ben difficile...
alcuni miei colleghi mi stanno vicino ma non riescono a darmi una mano...non sanno proprio come approcciarsi con lui...e poi spesso mi dicono che secondo loro è 'perduto' ormai..
con i genitori il rapporto è bello, mi adorano, mi sono grati perchè mi sono sempre data da fare parecchio per lui...però non riescono a prendere piena coscienza della gravità del bimbo, vivono in una sorta di stato di incoscienza in cui si 'affidano' ad altri, la scuola in primis...infatti cercano di tenerlo il più possibile (8 ore al giorno) senza ascoltare i consigli miei e dei terapeuti che non facciamo altro che dirgli che lui non regge le 8 ore, si stressa inutilmente..
io sto male...sto male per lui, perchè lo vedo davvero in una situazione caotica, sto male perchè mi sento inutile, incapace...infine sto male perchè è durissima stare così tante ore con lui...

speranza73
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Re: quando hai paura di non farcela..

Messaggio Da Alessandro75 il Gio Set 19, 2013 9:56 pm

speranza73 sono il papà di una bambina autistica e ho fatto degli studi molto approfonditi per quanto riguarda l'analisi del comportamento e, in particolare, l'analisi del comportamento applicata (ABA).
La situazione che tu descrivi è indicativa del fatto che, purtroppo, il bambino non è stato affatto seguito nel passato e si ritrova adesso con molte abilità da acquisire.
Io mi permetto di darti due consigli:

1) non perdere la speranza perché il bambino ha 8 anni, certo non è piccolissimo, ma è assolutamente possibile intervenire su di lui e insegnargli tante cose. Inoltre lui adesso ha una fortuna, quella di avere incontarto una persona che vuole veramente "prednersi cura" di lui, e questa persona sei tu.

2) L'intervento che ti consiglio è l'intervento ABA, in quanto potrebbe veramente essere utilissimo per lui. Considera l'ABA come una scienza dell'insegnamento molto perfezionata: diciamo che non è una terapia ma un modo per insegnare. Con l'ABA possiamo fare quello che, altrimenti, sembra quasi impossibile ottenere, cioé insegnare al bambino a stare con noi felicemente, ampliare i suoi interessi, aumentare le sue possibilità di comunicazione, raggiungere molto gradualmente delle abilità accademiche, diminuire gli eventuali comportamenti problematici ecc... ecc...

Ora quale sarebbe la situazione ottimale, quella di poter essere seguiti, anche saltuariamente, da un analista del comportamento, molto meglio se in possesso della certificazione BCBA, che può seguirti passo passo, vedendo il bambino e il suo ambiente, e creare le procedure di insegnamento adatte per lui.
In mancanza dell'intervento di questo specialista io, se vuoi, posso darti dei consigli molto generali (perché non ho visto di persona la situazione) come ho fatto altre volte in questo forum che, in un certo senso, possono darti un "assaggio" di come funziona l'ABA (così puoi giudicare anche se ti piace).

Quindi, se vuoi, sono con piacere a tua disposizione. Se hai voglia di provare con qualcosa di iniziale chiedimi pure e sarò felice di dare dei piccoli consigli.

Alessandro75
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Re: quando hai paura di non farcela..

Messaggio Da speranza73 il Ven Set 20, 2013 2:30 pm

grazie Alessandro..è molto interessante quello che dici...se non che per la situazione che si è creata è davvero difficile affrontare tutto...non mi sento di entrare nei dettagli, per una questione di privacy...di sicuro mi devo calmare, sono troppo coinvolta...quando i miei colleghi dicono ' non ti dar troppo da fare, è troppo grave..' ed altre cose del genere, per me è come un pugno nello stomaco...sto male per lui...io non ho cuore di darmi per vinta...nello stesso tempo mi carico di una responsabilità troppo grande per le mie spalle...è come se sentissi che: 1) i genitori non ce la fanno...intuisco che non hanno le risorse psichiche per affrontare la realtà per quanto adorino questo figli 2) è seguito male 3) a scuola mi sento sola, senza nessun supporto, aule adeguate, materiali ecc...è un peso per gli altri docenti...
e dunque mi carico troppo di ansia, di sensazione che almeno io dovrei fare qualcosa...ma poi non so esattamente come fare...

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coraggio!

Messaggio Da Ladymia il Ven Set 20, 2013 3:02 pm

Cara speranza73 mi ha colpito molto la tua lettera di richiesta di aiuto qui nel forum e molto di più mi ha colpito il fatto che ti sei presa a cuore questo bambino con problemi.La tua situazione è davvero difficile e avresti bisogno di qualcuno che ti affianchi, di un suppporto in più che la stessa scuola dovrebbe fornire ma ahimè da come ho capito questo bambino autistico non è seguito affatto bene come dovrebbe e la cosa che più mi fa specie è che sono i tuoi stessi colleghi,coloro che dovrebbero impegnarsi per "curare " i bambini che presentano gravità ,ti dicono di lasciar perdere.E invece tu sei davvero un'insegnante di sostegno,perchè stai dimostrando professionalità, ti stai prendendo a cuore il caso,ti ammiro davvero tanto.Quello che posso dirti è di non mollare,io non sono ancora un'insegnante di sostegno,sto studiando per diventarlo e ti assicuro al posto tuo farei le stesse cose!Per quanto ti possa essere d' aiuto ti sono vicina e se vuoi continua a scrivere qui,da come ho potuto vedere questo è un forum composto da persone davvero eccellenti e sono sicura ti aiuteranno.Non perdere mai la speranza,anche se vedrai piccoli risultati,miglioramenti vedrai presto otterai ciò che desideri e che sarà il bene per il bambino!Se vuoi scrivermi in privato ci sono!In bocca al lupo e coraggio,la scuola ha davvero bisogno di figure come te !I love you Like a Star @ heaven Like a Star @ heaven Like a Star @ heaven
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Re: quando hai paura di non farcela..

Messaggio Da silla il Ven Set 20, 2013 6:48 pm

Smile Ciao speranza73, anche a me ha colpito molto la tua lettera e come Ladymia penso che  la scuola abbia molto bisogno di persone come te... Il problema è che sei lasciata sola col problema e tutto il contesto è obiettivamente molto difficile da reggere in condizioni di isolamento. Mi chiedo: da chi è seguito il bambino? solo dal centro pubblico di cui parli? e perché non si riesce ad avere più contatti con questo ente? so per esperienza che gli specialisti che si occupano di disabilità nel pubblico sono oberati dal numero eccessivo di casi da seguire, però mi sembra che questo caso necessiti obiettivamente di una presa in carico collettiva. Sono poco esperta di autismo, ma penso che in casi come questi dovresti chiedere aiuto, un po' come hai fatto qui. Alla dirigente, spiegandole la tua difficoltà, alle associazioni del territorio, magari di volontari, o di genitori di autistici. Informati, chiedi, e prendi tutto ciò che può offrirti il territorio in cui lavori, se necessario scrivi al referente del CSA per il sostegno . Insomma fatti sentire: un insegnante motivata, sensibile e preparata che rischia di entrane in born- out ( non credo di averlo scritto giusto, scusate!) cioè  di scoppiare a causa delle tensioni sul lavoro è qualcosa che personalmente mi fa arrabbiare e non voglio credere che non esista una soluzione. Chiedi aiuto, non arrenderti e pensa che come te molti ( anch'io) in alcune situazioni di questo lavoro impegnativo ci siamo sentite scoraggiate, impotenti e oberate dalle preoccupazioni. Di solito però si risale dalla difficoltà proprio con l'aiuto degli altri. Ti sono vicina! Vedrai che le soluzioni arriveranno!Smile 
Buon tutto!

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Re: quando hai paura di non farcela..

Messaggio Da Alessandro75 il Ven Set 20, 2013 9:33 pm

speranza73 mi associo ai consigli che ti sono stati dati e alle esortazioni a non perderti d'animo! Una cosa che voglio dirti e che, secondo me, può essere utile nei momenti di sconforto, è che devi considerare che aiutare questo bambino è possibile e per farlo non è necessario ricorrere a medicine o a cose straordinarie, ma è possibile farlo utilizzando le giuste strategie didattiche ed educative. Certo l'ambiente in cui ti trovi rende più difficile il fatto di trovare uno specialista che ti insegni determinate procedure e l'approccio specifico da seguire, ma non è detto che il dirigente e, anche in un certo modo le famiglie, non possano sensibilizzarsi una volta che capiscono che aiutare il bambino è possibile.
Ora io ti parlo di ABA, perché è questa la strategia di scelta secondo me nell'autismo e perché ABA fatto bene significa insegnare ed insegnare bene. Forse un tentativo potrebbe essere fato nel sensibilizzare la famiglia o il dirigente in questo senso. Oppure, se preferisci altri approcci diversi, lo stesso vale per questi ultimi, e puoi sempre essere tu a proproli a oro.

Intanto, se posso darti un piccolissimo consiglio, io inizierei facendo una cosa: identificando o ggetti e attività che piaciono al bambino. Tu lo conosci già da un anno e forse puoi già fare delle ipotesi su qualio cose gli piacciono. Oppure puoi provare a portare a scuola delle cose che potrebbero piacergli: un album ilustrato, delle girandole, dei video caricati sul tuo cellulare... Sono tutti esempi, naturalmente.
Potresti provare ad offrirgli queste cose che gli piacciono, senza richiedere niente da lui e senza fare domande. Magari offrendogli sempre delle scelte. In questo modo puoi stabilire quali cose gli piacciono di più e quali meno e, soprattutto, farai in modo che lui capisca che, quando ci sei tu, gli "succedono" cose belle.
Tieni conto che, spesso, nell'autismo accade che lo studente, all'inizio, sia infastidito anche dalla più semplice istruzione e non volgia collaborare affatto. Dandogli le cose gratis - ma queste cose devono sempre provenire direttamente da te e non, per esempio, essere lasciate su un tavolo in modo che le prenda - possiamo fare in modo di diventare una presenza superpositiva per lui, cosa che ci servirà quando dopo, nel futuro, dovremo richiedergli di fare qualche piccola cosa per noi.
Tieni presente che le sessioni in cui gli dai queste cose belle non devono necessariamente essere lunghissime, puoi intervallarle con un giro nel giardino o con quello che vuoi.
Naturalmente ci vogliono giorni, anche settimane, per iniziare a creare un rapporto di questo tipo e, soprattutto, vedendo che di giorno in giorno tu gli porti delle ocse belle, lui inizierà ad aspettarsi sempre di più che, con il tuo arrivo, il suo mondo diventerà migliore Smile
Considera che è anche un modo per aumentare i suoi interessi: avere cose che ci piacciono è un passo importantissimo per lo sviluppo psichico di noi esseri umani. Anche se, all'inizio, queste cose possono essere molto semplici (per esempio l'ovatta, o le palline o le macchinine).

Infine per i versi forti che mette in atto è ovviamente impossibile dirlo ma, tenendolo impegnato con cose nuove che gli piacciono, potrebbe essere che questi diminuiscano in frequenza e durata. Ora io non so quanto sono frequenti ma ti consiglio di non proprogli un nuovo gioco o attività mentre sta urlando, perché potresti rinforzare le urla, né invitarlo a fare qualcosa, o farlo uscire fuori ecc... quando urla.

Se vuoi sono qui per ogni nuovo suggerimento.
Se decidi di implementare questi suggerimenti e qualcosa non funziona (ma anche se tutto funziona Smile ) fammi sapere e potrò fare dei piccoli aggiustamenti.

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Re: quando hai paura di non farcela..

Messaggio Da speranza73 il Sab Set 21, 2013 12:13 pm

grazie a tutti..davvero di cuore...ho poco tempo per scrivere...cmq, come dicevo, non posso dare troppi particolari per una questione di privacy...il centro che lo segue è pubblico e, saranno pure oberati di lavoro, ma è praticamente impossibile parlarci e il lavoro che fanno con lui non mi sembra adeguato...in ogni modo ho appena parlato con un nuovo terapista che lo segue e lui mi ha specificato che secondo lui il bimbo ha un ritardo mentale medio-alto....così cambia tutto...nelle diagnosi che mi hanno dato figurava solo la dicitura generica 'ritardo mentale'...senza delucidazioni...io ho praticamente brancolato nel buio, né ho le competenze per capire di che tipo di ritardo mentale si trattasse...con questa nuova diagnosi cambia tutto...sono dispiaciuta per lui, tanto, ma almeno adesso potrò tarare degli interventi più adeguati per le sue possibilità...
Alessandro il metodo aba va bene anche per questi casi?

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Re: quando hai paura di non farcela..

Messaggio Da Alessandro75 il Sab Set 21, 2013 6:36 pm

si l'aba vb è validissimo in questi casi. Considera che l'aba è validissimo sempre, in ogni caso in cui dobbiamo insegnare qualcosa a qualcuno Smile ma viene usata spesso nei casi di autismo, ad alto e basso funzionamento, ritardo mentale ecc...perché in questi casi (a differenza, per esempio, di quelli in cui dobbiamo insegnare ad uno studente tipico) senza ABA diventa veramente difficile (in alcuni casi impossibile) insegnare.
Considera che nell'ABA non è importante la diagnosi ma quali abilità il bambino necessita di imparare. Ad esempio nel caso del tuo studente lui non parla, non ha interessi, spesso passa il tempo emettendo forti suoni con la bocca ecc... Ora, magari qualcuno potrebbe dire che questa bambino si presenta con un ritardo medio ecc... ma quello che interessa nell'ABA è che lui non parla, non ha interessi e via dicendo. Cioé se sis coprisse, faccio un esempio estremo e quasi impossibile, che il bambino non è autistico ma ha un'altra diagnosi, l'intervento ABA su di lui non cambierebbe di una virgola.
Questo te lo dico anche perché, e questo contribuisce giustamente a scoraggiare chi lavora con il bambino, ho letto che diverse volte delle persone ti hanno detto "il bambino è troppo grave... lascia perdere ecc...". Ora chi dice questo non ha capito niente, secondo me, di come si approccia il problema: non c'e' nessuno, autistico o non, che non possa imparare, ed anche molto, esistono soltanto persone, come queste che ti dicevano così, che non sanno insegnare (e questo, probabilmente, perché non hanno né la tua sensibilità né la tua voglia di metterti in gioco).
Non nego che esista il ritardo lieve, medio, grave ecc... ma che queste categorie, queste etichette, sono fuorvianti secondo me, perché ci fanno perdere di vista il modo corretto di approcciare il problema. Sai quante volte ho sentito dire "il bambino tira i capelli perché è autistico, oppure perché ha un disturbo oppositivo ecc...".
Ora, dicendo così, sembra che l'autismo, per esempio, faccia parte della persona e non ci sia modo di insegnargli a non tirare i capelli perché la causa, l'autismo, è dentro di lui. Invece il comportamento di tirare i capelli non è causato da questo fantomatico autismo ma dall'ambiente, come tutti i comportamenti. Tira i capelli perché gli hanno proposto di fare un esercizio e, nel passato,quando ha tirato i capelli, il maestro è andato via e l'ha lasciato in pace. Tira i capelli perché nessuno gli dà attenzione ma, nel passato, quando ha tirato i capelli, tutti si sono rivolti verso di lui (magari per sgridarlo) ecc...
Ora mentre se l'autismo è dentro di lui non ci si può fare niente, se le cause sono, come sono, nell'ambiente, allora possiamo manipolare l'ambiente esterno per modificare le cause!
Scusami del panegirico nel quale mi sono lanciato! Smile


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Re: quando hai paura di non farcela..

Messaggio Da speranza73 il Mer Nov 27, 2013 8:51 am

Grazie a tutti ancora..
Volevo aggiornare la situazione…ho dovuto subire un intervento e sono stata assente da scuola un mese…ma ciò mi ha dato modo di riposare e rivedere la situazione sotto un’altra luce…ritrovate le energie mi sono iscritta ad un corso sul metodo aba…inizierò fra 15 gg circa. Spero mi sia utile…nel frattempo ho capito meglio le problematiche della madre…ha un carico di ansia enorme, lei vorrebbe che il figlio facesse cose che però non è in grado di fare…e credo che lui senta questo…le è sfuggito che secondo lei non è autistico’ ma ha solo subito dei danni dopo i vaccini…per cui ingenuamente pensava che con la scuola sarebbe migliorato, che avrebbe imparato a fare le cose che fanno gli altri…poi mi ha visto motivata e mi ha dato il ruolo di ‘salvatrice’…addirittura credeva che avrei potuto farlo parlare e poi delegava tutto..ad ogni mia richiesta di rinforzare il mio lavoro anche a casa non ho mai trovato risposta…ecco spiegata la ‘mia ansia, ’ il mio sentirmi caricata di qualcosa di troppo grande per me…ed ecco spiegata la sua resistenza a cambiare terapie al bambino, quando è palese che siano inadeguate! Se continua a ritenere che non sia autistico non so come potrò farle capire che dobbiamo cambiare rotta..
Cmq io mi sono calmata, cercherò di fare del mio meglio secondo quanto mi dice la mia coscienza ma non mi voglio più caricare di ansia o di preoccupazioni perché non sarei proprio più utile.
Quando mi consigliavate di chiedere aiuto alla dirigente e al territorio, cosa intendevate nello specifico? Cioè in quale modo concreto secondo voi potrebbero aiutarmi?

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Messaggio Da silla il Mer Nov 27, 2013 4:14 pm

Ciao!
Sono contenta che vada meglio e che la situazione si stia chiarendo.
Per quanto riguarda l'aiuto del territorio, io ti parlo della nostra esperienza: nella mia zona a livello di CTI territoriale è presente uno sportello gratuito autismo, in cui alcuni esperti, sia insegnanti che non, si rendono disponibili su appuntamento ad ascoltare insegnanti che abbiano domande o problemi inerenti alunni autistici. Non ho esperienza diretta, ma so che per alcune situazioni delicate si sono attivati suggerendo comportamenti o strategie di intervento adatti alla specifica situazione, Informati se nella tua zona c'è qualcosa di simile, è un modo per vedere la cosa da un altro punto di vista e ricevere consigli da chi ha più esperienza.
Complimenti per l'iscrizione al corso.
Smile  In bocca al lupo e buona serata!

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Messaggio Da Dany83 il Dom Dic 08, 2013 11:31 am

Ciao Speranza73 ....ti scrivo perchè sto vivendo una situazione molto simile alla tua....anche io precaria...terzo incarico...bambino autistico di 8 anni molto grave....come te anche io spesso torno a casa distrutta, stanca, demotivata,triste.....anche il mio bambino non parla, non legge, non scrive,non disegna, non ha interessi e mette in atto comportamenti aggressivi e autolesionisti appena sente la parola NO oppure gli si nega qualcosa.... Anche io ho tanta paura di non farcela...provo in tutti i modi a stimolarlo, a cercare un qualcosa che possa interessar lo ma nulla...anzi più ci provo e più va peggio...non vuole stare in classe...o meglio vorrebbe starci però dando fastidio, stando sempre in piedi a gironzolare per i banchi,tirando i capelli ai compagni, facendo cadere dal banco le loro cose ecc....e appena io gli faccio notare che non dovrebbe fare certe cose lui inizia ad andare in escandescenza e sono costretta a portarlo fuori dalla classe... E mentre usciamo lui se la ride....perché ha ottenuto il suo scopo. Da un pò di giorni sto provando a modificare il suo comportamento facendo in questo modo: nel momento in cui mette in atto comportamenti inadeguati per lo stare in classe io lo porto fuori ma non a fare quello che lui vorrebbe cioè correre per la scuola, aprire le porte delle altre classi ecc.lo porto invece in una auletta e applico la tecnica del ti e out ovvero lo ignoro , fin quando non si calma ( credimi è dura perché è capace di lamentarsi, sbattere e urlare per ore) dopodichè ci dedichiamo a qualche attività . Spero in questo modo di cercare di fargli capire che in classe deve avere un comportamento un pò più adeguato e soprattutto di fargli capire che se mette in atto quei comportamenti come risposta non avrà nulla. Spero davvero di aiutarlo in questo modo...in questi mesi le ho provate tutte...ho cercato con la dolcezza...ho provato a portare il computer in classe e fargli fare tante attività che potevano piacergli ma nulla. Ora devo fare così ...perché non può passare 5 ore al giorno fuori dalla classe a fare sempre e solo ciò che vuole...non va bene per lui , per la sua integrazione. Ovviamente accetto qualsiasi tipo di consiglio e suggerimento!!!

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Messaggio Da Dany83 il Dom Dic 08, 2013 11:40 am

Aggiungo che il bimbo non segue alcuna terapia.... E i genitori pretendono molto dalla scuola... Vorrebbero che il bambino stia 5 ore in classe, imparia leggere, a parlare ecc, però affidano tutto ciò solo alla scuola. Io mi sento sola e persa e ho paura di arrivare al punto di lasciarlo fare ciò che vuole a patto che non si faccia male o faccia male agli altri.

Dany83
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Re: quando hai paura di non farcela..

Messaggio Da arimar il Lun Dic 09, 2013 10:29 am

Ciao,
poco tempo fa ho letto un bellissimo libro che potrebbe essere utile, anche se le situazioni sono diverse... potrebbe sempre suggerire nuovi approcci: (copio/incollo la recensione dal sito)

Arthur Fleischmann, Carly Fleischmann
La voce di Carly

Disponibile come ebook
"Sono una bambina autistica ma l'autismo non definisce chi sono o come vivrò la mia vita. Ho incontrato tante difficoltà ma lentamente e con determinazione sto superando tutti gli ostacoli che mi trovo di fronte. Tanti sono i giorni in cui penso che forse sarebbe più facile mollare che continuare a combattere. Ma se mi arrendessi, se smettessi di lottare, che cosa resterebbe di me? Se potessi dire alla gente una sola cosa sull'autismo sarebbe che non voglio essere fatta così però lo sono. Perciò non vi arrabbiate, siate comprensivi. Credo che alle persone non piacciano le cose che non sono come loro o che sembrano buffe. Ma non siamo tutti uguali e perché dovremmo volerlo?"
I medici danno poche speranze alla piccola Carly: all'età di due anni è affetta da una forma molto grave di autismo e non sarà mai in grado di parlare. La sua intelligenza non supererà mai quella di un bambino piccolo.
La famiglia non si dà per vinta e la fa seguire dai migliori terapisti eppure la bimba non sembra migliorare. Poi, un giorno, avviene il miracolo, Carly si siede davanti alla tastiera di un computer e scrive: "Aiuto, male ai denti"... Da quel momento la sua vita e quella di tutte le persone attorno a lei cambia completamente.
Carly inizia a "parlare" e non smette più, dando così voce a quel mondo inaccessibile che è chiuso dentro ogni bambino autistico.
Carly Fleischmann vive a Toronto ed è iscritta al liceo pubblico dove frequenta alcuni corsi per ragazzi particolarmente dotati. Ha molti amici e followers su Twitter e Facebook.
L'indirizzo del suo sito è www.carlysvoice.com

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Messaggio Da guardian angel il Lun Dic 09, 2013 9:36 pm

Dany83 ha scritto:Ciao Speranza73 ....ti scrivo perchè sto vivendo una situazione molto simile alla tua....anche io precaria...terzo incarico...bambino autistico di 8 anni molto grave....come te anche io spesso torno a casa distrutta, stanca, demotivata,triste.....anche il mio bambino non parla, non legge, non scrive,non disegna, non ha interessi e mette in atto comportamenti aggressivi e autolesionisti appena sente la parola NO oppure gli si nega qualcosa.... Anche io ho tanta paura di non farcela...provo in tutti i modi a stimolarlo, a cercare un qualcosa che possa interessar lo ma nulla...anzi più ci provo e più va peggio...non vuole stare in classe...o meglio vorrebbe starci però dando fastidio, stando sempre in piedi a gironzolare per i banchi,tirando i capelli ai compagni, facendo cadere dal banco le loro cose ecc....e appena io gli faccio notare che non dovrebbe fare certe cose lui inizia ad andare in escandescenza e sono costretta a portarlo fuori dalla classe... E mentre usciamo lui se la ride....perché ha ottenuto il suo scopo. Da un pò di giorni sto provando a modificare il suo comportamento facendo in questo modo: nel momento in cui mette in atto comportamenti inadeguati per lo stare in classe io lo porto fuori ma non a fare quello che lui vorrebbe cioè correre per la scuola, aprire le porte delle altre classi ecc.lo porto invece in una auletta e applico la tecnica del ti e out ovvero lo ignoro , fin quando non si calma ( credimi è dura perché è capace di lamentarsi, sbattere e urlare per ore) dopodichè ci dedichiamo a qualche attività . Spero in questo modo di cercare di fargli capire che in classe deve avere un comportamento un pò più adeguato e soprattutto di fargli capire che se mette in atto quei comportamenti come risposta non avrà nulla. Spero davvero di aiutarlo in questo modo...in questi mesi le ho provate tutte...ho cercato con la dolcezza...ho provato a portare il computer in classe e fargli fare tante attività che potevano piacergli ma nulla. Ora devo fare così ...perché non può passare 5 ore al giorno fuori dalla classe a fare sempre e solo ciò che vuole...non va bene per lui , per la sua integrazione. Ovviamente accetto qualsiasi tipo di consiglio e suggerimento!!!

..ciao Dany! Smile  vorrei capire meglio... da dove originano questi comportamenti critici? da mancanza di regole o da un senso di inadeguatezza del bambino? sono quindi  abitudini apprese o sono sintomi di disagio, secondo te?

poi, in che classe si trova il bambino, in seconda/terza? finora su cosa si è lavorato a scuola? come sono state gestite in passato e adesso le regole comportamentali? forse si dovrebbe partire da qui..  Rolling Eyes

hai provato con piccoli gruppi di lavoro, in auletta riservata? se non fosse possibile farlo durante le ore curricolari, puoi provare a ricreazione, scegliendo dei giochi/semplici attività, adeguate ai bisogni di tutti, da condividere con i compagni presenti.. questi interventi sono mirati a migliorare l'integrazione, che non si risolve, rigidamente, in questi casi così difficili, nel costringere il bambino a stare in classe; i classe a fare cosa? se sta in classe deve trovare una sua collocazione ben precisa e adeguata al proprio livello cognitivo, relazionale, affettivo ecc.. altrimenti non ha significato!  Rolling Eyes  quindi, o strutturi una postazione es. su modello TEAACH, con attività varie che lui può svolgere sempre più autonomamente, oppure, stessa cosa, lo fai lavorare in ambiente asettico, riservato, silenzioso, ecc.. privo di distrazioni e, poco alla volta, cerchi di portarlo in classe, con la scusa di far veder e ai compagni una qualsiasi cosa che può aver fatto ecc.. ecc..  con conseguente approvazione, elogi, applausi, riconoscimenti e rinforzi! coraggio, sei tu a guidare la situazione!  Smile e tieni presente che la maggior parte delle volte gli obiettivi si realizzano in tempi lunghissimi, a volte mesi o addirittura anni, ma arrivano!  Smile 

.. per quanto riguarda la famiglia, potresti consigliare loro di far seguire al bambino terapia presso l'ASL, o privata, precisandone l'assoluta necessità, i benefici che  derivano da un lavoro congiunto e specialistico... la famiglia, quando non è presente e coinvolta, va aiutata, sollecitata, ancor più del bambino, a volte, e sostenuta.. almeno si cerca di farlo quanto più possibile... si comprende quanto sia difficile e doloroso crescere un figlio con problematiche così importanti quanto quelle dell'autismo profondo.. non tutti ce la fanno a trovare la forza di reagire, intraprendere, ecc.. Rolling Eyes spesso l'atteggiamento di delega di alcune famiglie nasconde un dolore profondo e una mancata accettazione ancora, non è superficialità o menefregismo!  Neutral

leggi bene i tanti consigli, esperienze, interventi che trovi nella sezione del forum dedicata all'autismo, qui:
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Re: quando hai paura di non farcela..

Messaggio Da nicasettanni il Mar Dic 10, 2013 1:24 pm

Cara Dany83, sono pienamente in accordo cn Guardian Angel e ti capisco in quanto anche io seguo un bambino con le stesse problematiche...
Posso consigliarti di premiarlo, tanto, cn qlcs che a lui piace (caramelle, biscotti...) ogni volta che il suo comportamento in classe è adeguato...anche se è semplicemente seduto ma in silenzio:"bravo che stai in silenzio!" e subito rinforzi...è il comportamento positivo che devi premiare!
Ti consiglierei di alternare gli ambienti durante la giornata: 5 min in classe, 10 in pal, 10 in auletta...poi piano piano i minuti possono aumentare...
mi rendo conto che è un lavoro molto molto duro, ma se ti fai aiutare dalla famiglia e da chi conosce il bambino prima e meglio di te, sicuramente, col tempo, andrà meglio per te e soprattutto per il bambino.
Potresti anche chiedere al Comune la presenza di un'assistenza specialistica, magari di qlcn più esperto, che ti affianchi durante alcune ore.
Tieni duro!

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Messaggio Da Dany83 il Mar Dic 10, 2013 11:00 pm

Innanzitutto grazie davvero l'interessamento mi sento sicuramente meno sola Wink .Allora provo a rispondervi
1 secondo me i comportamenti critici derivano da mancanza di regole perché il bambino al solo sentire la parola NO si scatena, io credo che lui purtroppo abbia appreso questo comportamento errato e cioè che se piange di morde sbatte la testa al muro allora gli viene concesso tutto ciò che vuole

2 il bambino si trova in una terza ed io sono la terza maestra che cambia in 3 anni, da quanto ho saputo la prima maestra lo teneva fuori dalla classe, la seconda sempre in classe nonostante mettesse in atto i suoi comportamenti problematici , si è lavorato molto sulle autonomie minime di base e sul l'aspetto motorio dato che il bambino essendo anche dimsorfico aveva problemi a deambulare e stare in posizione eretta. Ma tutto ciò che aveva appreso l'anno scorso è stato dimenticato forse perché a casa non è stato continuato il lavoro.

3 dal punto di vista didattico sto lavorando molto con le immagini e il bambino risponde bene...ad esempio ha appreso i nomi delle figure geometriche piane, riesce a ricordare i nomi se vede la figura anche se ha proprio problemi di produzione orale infatti non pronuncia correttamente alcuni fonemi, poi ripetiamo ogni giorno le routine tipo levare il gubbino appenderlo aprire lo zaino tirar fuori il materiale e cc. Quando possibile in classe organizziamo dei piccoli gruppi di lavoro lasciando anche che i compagni lo indirizzino sulle azione da compiere che ne so per fare un collage ecc. Ma il bambino tende a voler a tutti i costi stare sempre al centro dell'attenzione e reagisce spingendo o tirando i capelli

4 la famiglia è stata più volte chiamata dalla sottoscritta e dalla dirigente per informare che c'è la possibilità di far fare le terapie al bambino presso la asl ma hanno sempre trovato scuse. Mi sembra che ancora non accettino il problema del bambino e reagiscono pretendendo che faccia come tutti gli altri( vogliono che il bambino legga e scriva) . Da premettere che io capisco benissimo che è dura accettare una situazione del genere e mi impegnerò al massimo come ho sempre fatto per facilitare la crescita emotiva cognitiva e redazionale di questo bambino con i mezzi che ho a disposizione...però sono sicura che con le terapie adatte ( logopedia, musicoterapia, terapia comportamentale ecc) il bambino potrebbe migliorare molto ma molto di più. Ma più di dirglielo io non so cosa fare!!!

5 in questi giorni pare che vada meglio siamo riusciti a stare in classe fino a dopo la ricreazione poi c'è il cambio del pannolino e il bambino si butta a terra nei corridoi corre è come se fosse preso da una sorta di euforia ride istericamente ed è davvero difficile farlo calmare....allora o lo porto nell'auletta asettica a fare delle attività rilassanti ( ascoltare musica, audiofiabe o al computer oppure in palestra)

6 per l'assistenza specialistica il bambino ha un assistente che copre le mie ore nel giorno libero e mi hanno detto che a breve taglieranno anche quelle ora perché non ci sono più fondi Sad

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Messaggio Da Dany83 il Mar Dic 10, 2013 11:05 pm

Per speranza73: hai provato con la musica? Con le fiabe sonore? Il tuo bambino riesce a ripetere le parole se sillabate???

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Re: quando hai paura di non farcela..

Messaggio Da Dany83 il Mer Dic 11, 2013 12:32 pm

Cmq oggi è successa una cosa bellissima che mi ha caricato tantissimo!
Solita situazione in classe incomincia a sbattere con la sedia urlare scappare ecc. Allora io senza dir nulla lo prendo per mano lo porto nell'auletta e lo ignoro ovvero sto attenta si che non si faccia male ma non gli parlo non lo guardo negli occhi e faccio finta di leggere un libro....lui dopo un pò si calma si siede accanto a me e mi indica una figura del libro io gli dico il nome lui la ripete poi mi abbraccia e continuiamo a vedere le figure... Io dico il nome e lui ripete le paroline a modo suo.... Poi poco dopo con il braccio mi indica la porta e mi dice clatte cioè classe allora io dico se fai il bravo come stia facendo adesso andiamo in classe... Lui mi sorride , andiamo in classe e si comporta benissimo sta seduto al suo posto, svolge le attività che gli propongo ed è sereno..... Questa cosa mi ha fatto capire che lui ha tanto bisogno di una guida... Non voglio illudermi che andrà sempre tutto bene, so che non sarà così e ci saranno spesso momenti duri....però sono felice...tanto ....non so come spiegarvelo Smile

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Messaggio Da arimar il Mer Dic 11, 2013 2:20 pm

Complimenti! Hai trovato un modo per aiutarlo durante le sue crisi e hai saputo ascoltarlo!! Vedrai che nonostante le difficoltà che si potranno presentare, ci sarà maggiore fiducia tra voi e riuscirete a superare gli ostacoli. Un ostacolo alla volta...  sunny

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Messaggio Da guardian angel il Mer Dic 11, 2013 8:40 pm

Dany83 ha scritto:Cmq oggi è successa una cosa bellissima che mi ha caricato tantissimo!
.........................................
Questa cosa mi ha fatto capire che lui ha tanto bisogno di una guida... Non voglio illudermi che andrà sempre tutto bene, so che non sarà così e ci saranno spesso momenti duri....però sono felice...tanto ....non so come spiegarvelo Smile

 bounce  ed io son felice per te! sei in gamba, continua così, un abbraccio a te e uno al piccolo, facci sapere!!  I love you

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Messaggio Da speranza73 il Gio Dic 12, 2013 1:20 pm

che bello Dany...il mio alunno non farebbe mai una cosa del genere...lui non si avvicinerebbe mai per guardare insieme a me le figure di un libro...in più non parla, emette solo suoni sconnessi...è davvero dura...ho provato come dici tu con musica, fiabe sonore...ma niente..lo interessano solo i video dei Teletubbies e poco alt

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Messaggio Da Dany83 il Gio Dic 12, 2013 2:54 pm

Dai almeno una cosa l'hai trovata!!! Punta su quello e cerca di ampliare... Non so con delle immagini a colori dei teletubbies....

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