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Articoli sulla Disabilità

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Articoli sulla Disabilità

Messaggio Da kucy1 il Gio Gen 15, 2009 11:42 am

CLAUDIO IMPRUDENTE :
INTANTO BUONGIORNO A TUTTI.
SONO, ANZI, SIAMO MOLTO CONTENTI DI ESSERE QUI, A PARLARE DELLA
COMUNICAZIONE DELLA DISABILITA’. PARTIREI DA UN PARADOSSO.
IN QUESTO MOMENTO VIVETE UN GRANDE PARADOSSO: IO SONO LA NEGAZIONE
DELLA COMUNICAZIONE, EPPURE SONO QUI A PARLARE DI COMUNICAZIONE.
E’ UN PARADOSSO GRANDE. VEDETE, LA DISABILITA’ VIVE COSTANTEMENTE DI
PARADOSSI. VENTI MINUTI FA AVREI VOLUTO ESSERE UNA PICCOLA MOSCA PER
CAPTARE I VOSTRI SENTIMENTI, QUANDO MI AVETE ANNUNCIATO E LUCA NON
C’ERA. “SOLO PER NON FARMELO PESARE!”. CHISSA’ COSA AVETE PENSATO. BOH,
SENZ’ALTRO AVETE PENSATO: “E ADESSO COME FARA’?”.
OPPURE UN PICCOLO IMBARAZZO “E ADESSO LUI COSA PENSA? SARA’
IMBARAZZATO?”.
NOI OVVIAMENTE L’ABBIAMO FATTO APPOSTA! AVEVATE CAPITO CHE L’ABBIAMO
FATTO APPOSTA. ANCHE QUESTO E’ COMUNICAZIONE: SENZA LUCA VOI ERAVATE
IMBARAZZATI. L’IMBARAZZO COS’E’ SE NON UNA DIFFICOLTA’, UN OSTACOLO, UN
HANDICAP? MA ALLORA DI CHI E’ L’HANDICAP, MIO O VOSTRO? IN QUESTO CASO
IO ERO TRANQUILLO, SERENO.
HO DETTO A MAURO SARTI: VAI PURE, E QUESTO VUOL DIRE CHE L’HANDICAP
RIGUARDA TUTTI E NON SOLO UNA CATEGORIA DI PERSONE. LA COMUNICAZIONE
RIGUARDA TUTTI E NON UNA CATEGORIA SVANTAGGIATA DI PERSONE.
NOI DEL CENTRO DOCUMENTAZIONE HANDICAP E DELLA COOPERATIVA
ACCAPARLANTE IN VENTI ANNI DI LAVORO ABBIAMO INTUITO CHE C’E’ UNO
SFORZO CULTURALE DA FARE.
VI SPIEGO CON DUE ESEMPI: IN VENTI ANNI SONO ANDATO DIVERSE VOLTE SUI
GIORNALI, MA COSA SUCCEDE?
OVVIAMENTE PASSO DA UNA PERSONA SFORTUNATA A UNA PERSONA
STRAORDINARIA IN UN BALENO E QUESTO NON AIUTA A FARE UNA
INFORMAZIONE ADEGUATA.
IO SONO UNA PERSONA ORDINARIA E NON E’ DETTO CHE BASTI COMUNICARE CON
UNA TAVOLETTA PER DIVENTARE STRAORDINARIO.
VEDETE, DALLA STALLA ALLE STELLE E’ UN BALENO, SOPRATTUTTO PER UNA
PERSONA CON DISABILITA’ GRAVE. NON VI SCORDATE CHE IO SONO RITENUTO
DISABILE AL 110%, QUINDI GRAVISSIMO, COME SI FA A COMUNICARE A UNA
PERSONA CHE SI RITIENE GRAVISSIMA? E, SOPRATTUTTO, PUO’ QUESTA
COMUNICARE A NOI?
SONO QUESTE LE DOMANDE CHE CI FACCIAMO TUTTI I GIORNI. UN ALTRO
ESEMPIO OLTRE AI GIORNALI: SONO ANDATO SPESSO IN TELEVISIONE, A VARIE
TRASMISSIONI RAI, MEDIASET, LA7, ETC. C’E’ UN FILO CONDUTTORE CHE MI HA
ACCOMPAGNATO IN TUTTE QUESTE ESPERIENZE. I PRIMI DUE MINUTI PRIMA DI
ACCENDERE LE TELECAMERE SUCCEDEVA UN PICCOLO DIBATTITO SU UN MIO
INDUMENTO, IL BAVAGLINO. SEMBRA UNA COSA BANALE, MA IN REALTA’ IL
BAVAGLINO METTEVA IN CRISI TUTTI E TUTTE LE VOLTE SI DISCUTEVA
SULL’OPPORTUNITA’ DI TOGLIERLO O NO. VEDETE, IL BAVAGLINO RAPPRESENTA
LA DISABILITA’ CHE NON PIACE. ECCO PERCHE’ MI CHIEDEVANO DI TOGLIERLO.
IO HO SEMPRE DISCUSSO SE TOGLIERLO OPPURE NO.
SPESSO SONO RIUSCITO A TENERLO; ALCUNE TRASMISSIONI, CHE NON CITERO’, MI
HANNO, TRA VIRGOLETTE, OBBLIGATO A TOGLIERLO: MA SECONDO VOI UN PEZZO
DI VOI STESSI SAREBBE POSSIBILE TOGLIERLO?
EPPURE IL MIO BAVAGLINO DI PER SE’ E’ UN PEZZO DI STOFFA, NIENTE DI PIU’;
NON MANGIA, NON SPORCA E FA PARTE DI ME E METTE IN CRISI TUTTA UN’
ORGANIZZAZIONE CHE E’ BASATA SULL’IMMAGINE. ALLORA LA DOMANDA SORGE
SPONTANEA: DI CHE IMMAGINE C’E’ BISOGNO PER LA DISABILITA’?
UNA IMMAGINE STRAORDINARIA OPPURE UNA IMMAGINE ORDINARIA? NOI IN
QUESTI VENT’ANNI CI SIAMO STRUTTURATI SUL CONFINE STRAORDINARIO E
ORDINARIO…. MA NON E’ AFFATTO SEMPLICE.
ABBIAMO AVUTO DELLE DIFFICOLTA’ GROSSE, MA CREDO CHE SIA QUESTO IL
MODO ADEGUATO PER FARE INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE IL PIU’
CORRETTAMENTE POSSIBILE.
POI C’E’ UN’ALTRA STRATEGIA! PER COMUNICARE UNA DISABILITA’ CHE PIACE
BISOGNA AVERE DUE ELEMENTI MOLTO IMPORTANTI: LA CREATIVITA’ E L’IRONIA.
VEDETE, IL MIO MODO DI COMUNICARE E’ SEMPRE UN GESTO DI CREATIVITA’, CHE
FA USCIRE DAGLI SCHEMI. A ME L’ACQUA NON SERVE!
LA CREATIVITA’ SERVE PER USCIRE DAI NOSTRI SCHEMI.
NOI ABBIAMO UN CONCETTO DI COMUNICAZIONE SEMPRE LEGATO ALLA PAROLA
VERBALE.
OVVIAMENTE LA TAVOLETTA ESCE DA QUESTA LOGICA, VA OLTRE LA
COMUNICAZIONE VERBALE, METTE IN CAMPO ALTRO: PER ESEMPIO, ADESSO E’
PIU’ FACILE METTERE I SOTTOTITOLI, PERCHE’ LA LENTEZZA E’ RECUPERATA.
LA LOGICA DELLA LENTEZZA VIENE SVALUTATA IN CONDIZIONI NORMALI.
IN QUESTO MOMENTO LA LENTEZZA VIENE VALORIZZATA E LO STRUMENTO
DELLA TAVOLETTA SERVE PROPRIO A QUESTO, PER RECUPERARE LA CULTURA
DELLA LENTEZZA.
LA DISABILITA’ O LA DIVERSABILITA’, CHIAMATELA COME VOLETE, FA
RECUPERARE NON SOLO QUESTA CULTURA, MA ANCHE LA LOGICA DELLE
RELAZIONI.
VEDETE, LA DIVERSITA’ E’ UN CANALE SPECIALE DI RELAZIONE.
IO HO BISOGNO DI RELAZIONARMI OGNI ORA, OGNI MINUTO, OGNI SECONDO;
SENZA RELAZIONE NON RIUSCIREI A VIVERE.
MA VALE PER ME COME VALE PER TUTTI VOI.
VEDETE, NON E’ IMPORTANTE L’AZIONE CHE SI FA NEL CONFRONTO CON LA
DIVERSITA’, MA E’ IMPORTANTE LA RELAZIONE CHE SI METTE IN CAMPO: E’
QUESTA CHE FA LA DIFFERENZA.
PRIMA CITAVO L’IRONIA E FINISCO CON UNA MIA BATTUTA CLASSICA: SONO
VENTI ANNI CHE IN QUARESIMA VENGO INVITATO A PARTECIPARE ALLE FESTE
DELL’AMMALATO E SAPETE COSA RISPONDO TUTTE LE VOLTE? ADESSO MI PROVO
LA FEBBRE.
SE CE L’HO OVVIAMENTE NON VENGO, PERCHE’ SONO AMMALATO; SE NON CE
L’HO NON VENGO, PERCHE’ NON SONO AMMALATO! QUESTO E’ PER DIRE CHE CI
VUOLE AUTOIRONIA PER COMUNICARE UNA DISABILITA’ CHE PIACCIA.
GRAZIE!

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Scuola: divieto di inversione a ‘U'! Che grande rischio dietro la paura della complessità...

Messaggio Da kucy1 il Gio Gen 15, 2009 11:45 am

Scuola: divieto di inversione a ‘U'! Che grande rischio dietro la paura della complessità...

http://www.superabile.it/web/it/Home/Inchiostro_-_La_rubrica_di_Claudio_Imprudente/info-1189217369.html

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La macedonia dell'educatore

Messaggio Da kucy1 il Gio Gen 15, 2009 11:48 am

La macedonia dell'educatore

http://www.superabile.it/web/it/Home/Inchiostro_-_La_rubrica_di_Claudio_Imprudente/info1363355037.html

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Scuola, nella buona e nella cattiva integrazione

Messaggio Da kucy1 il Gio Gen 15, 2009 11:53 am

Scuola, nella buona e nella cattiva integrazione

http://www.superabile.it/web/it/Home/Inchiostro_-_La_rubrica_di_Claudio_Imprudente/info-2111464152.html

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Re: Articoli sulla Disabilità

Messaggio Da kucy1 il Mar Gen 20, 2009 8:26 am

UNA GRANDE RISORSA: IL POPOLO DEI DISABILI

Serata televisiva di una domenica. Baudo, il grande conduttore, dice: «Avete visto quante cose sa fare questa ragazza? Balla divinamente, dipinge, ha una laurea, un fidanzato. E ha avuto la sfortuna di nascere senza braccia». La ragazza si chiama Simona. Con voce morbida ma decisa risponde: «Sfortuna o fortuna?». Nello studio c' è un attimo di gelo, ma anche di verità. In un silenzio totale la ragazza spiega: «Se fossi nata con le braccia, forse non avrei potuto sviluppare tutte le mie potenzialità». In questo paradosso estremo si racchiude il nostro problematico rapporto con i disabili o, se proprio amate le parole, diversamente abili. Sappiamo poco o nulla di loro, siamo schiavi di una cultura epidermica, socialmente ancora arretrata, siamo ancorati a schemi superficiali. Se incontriamo uno in carrozzina ce la caviamo con un "poveretto". E magari abbiamo davanti un uomo immerso nella vita, felice di esserci, realizzato, in grado di rappresentare non un problema, ma semmai una risorsa per la nostra società. La verità è semplice: in queste persone che vivono in uno stato di necessità particolare si sviluppano forze e sensibilità che noi, cosiddetti normali, lasciamo inerti nella zona inesplorata del corpo e della mente. Loro invece vi attingono. E per noi è difficile capire. Il mio viaggio tra queste persone, condensato in un libro ("E li chiamano disabili" Rizzoli editore) mi ha portato a incontrare, sotto spoglie talvolta dolorose, artisti, scienziati, scrittori, medici valorosi, dirigenti pubblici, gente che ha reso persino affascinante il mio difficile percorso che qualcuno ha definito "un inno alla vita". Musica dolce e eccitante: tra i disabili. Ma certo il problema sociale nella sua globalità si spinge ben al di là di storie singole e magari un po' privilegiate dalla sorte o da eroiche dedizioni familiari. Nella società si reclama un progresso culturale che in parte c' è stato, ma è incompleto, disuguale, non adeguato alle esigenze civili di quello che costituisce un "popolo stabile" in ogni Paese. In Italia ci sono due milioni e mezzo di persone che accusano dei problemi. Non si tratta di un' emergenza, di un terremoto, di una calamità: è una situazione stabile. E allora, nel disegno di una città va tenuto stabilmente conto dell' esistenza di questo popolo. Costruendo una scuola, una palestra, un auditorium, un teatro, un marciapiede ricordiamoci dei diritti primari di questi concittadini. Sempre. Una barca aperta ai disabili, battezzata "Lo spirito di Stella", che ha traversato l' Atlantico con velisti in carrozzina, sta diventando il simbolo di questa cultura nuova. Andrea Stella, lo skipper paralizzato alle gambe, gira per università a spiegare dal vivo ciò di cui i disabili hanno bisogno. Se incontriamo uno di loro, non diciamo "poveretto": sarebbe un' offesa. Insegniamo semmai ai nostri figli che se c' è un ragazzo disabile nella loro classe, lui può insegnar loro cose importanti della vita. una grande risorsa: il popolo dei disabili

Cannavo' Candido
Corriere della sera

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Re: Articoli sulla Disabilità

Messaggio Da kucy1 il Gio Feb 05, 2009 9:25 pm

Twisted Evil Scuola, gli esperti se ne vanno. Andrea Canevaro e Dario Ianes: "Ecco le nostre dimissioni"

http://www.superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Scuola_e_Formazione/News/info-1714244581.html

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Re: Articoli sulla Disabilità

Messaggio Da kucy1 il Sab Feb 07, 2009 10:59 am

Canevaro: la Gelmini demolisce la scuola e crea sudditi docili

PTIMA PARTE
http://www.youtube.com/watch?v=dt8Y2o9o-mc



SECONDA PARTE
http://www.youtube.com/watch?v=oSoGU9sal58&feature=related

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Re: Articoli sulla Disabilità

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