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Documentari sulle diversità culturali e religiose (striscia di Gaza ed altro)

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Documentari sulle diversità culturali e religiose (striscia di Gaza ed altro)

Messaggio Da guardian angel il Mar Ago 30, 2011 10:18 pm

trailer del documentario, Bridge over the Madi, 2008
Due anni dopo l'inizio della Seconda Intifada un gruppo di genitori palestinesi ed ebrei hanno deciso di fondare una scuola bi-nazionale e bi-lingue nel villaggio palestinese di Ara in Israele.
Il documentario racconta il primo anno di scuola e il fragile tentativo di creare un ambiente di convivenza sullo sfondo della difficile realtà esterna, osservando le vicende personali dei protagonisti, i bambini e i rispettivi genitori.
Mentre gli adulti cercano, senza riuscirvi, di nascondere i loro timori, i bambini e le bambine parlano con semplicità e sincerità, riflettendo gli enormi problemi e contraddizioni nei quali vivono, la paura reciproca e il razzismo ma anche la gioia e la curiosità di fronte a nuovi amici con cui giocare.
Anche se molti genitori decidono di ritirare i figli dalla scuola durante il primo anno, nel secondo tuttavia il numero degli iscritti è raddoppiato. Un segno di speranza?






Trailer del documentario "Educare a Gaza", 2008, di A. Del Bianco e N. Gencarelli




Per la voce "seconda intifada" vedi Wiki:
http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_intifada


..del primo video inserisco anche il trailer in inglese, le cui immagini parlano da sole:



Ultima modifica di leterbuck il Mer Ago 31, 2011 10:20 am, modificato 1 volta (Motivazione : aggiunto video)

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Re: Documentari sulle diversità culturali e religiose (striscia di Gaza ed altro)

Messaggio Da guardian angel il Mer Ago 31, 2011 10:32 am

Il colore delle parole, trailer, 2009

"IL COLORE DELLE PAROLE" un film documentario di Marco Simon Puccioni
in concorso alla 66 Mostra del Cinema di Venezia.
Prodotto da Mario Mazzarotto e Marco Simon Puccioni per INTELFILM, Bruno Tribbioli e Alessandro Bonifazi per BLUE FILM.
Testimonianze di Teodoro Ndjock Ngana, Steve Emerejuru, Martin Congo, Justin Mvondo.
regia Marco Simon Puccioni, fotografia Alessandro Bonifazi, montaggio Erika Manoni, musica originale Rudy Gnutti, suono Alessandro Latrofa, sound design Vanesa Lorena Tate, aiuto regia Giulia Magnaguagno.



I protagonisti de "Il Colore delle parole" vivono e lavorano in Italia da oltre trenta anni, sono africani e non sono ancora cittadini italiani. Teodoro e' un poeta e mediatore culturale, Martin e' musicista e informatico, Justin sindacalista e Steve mediatore culturale.
Questo documentario esplora il loro mondo e la condizione di chi si batte per il diritto all'integrazione perche' ''migrare non e' un reato!'' - come dice uno dei protagonisti.
In concorso nella sezione Orizzonti alla 66° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 'Il Colore delle Parole" vuole essere un momento di riflessione sul tema dell'immigrazione e uno sguardo sull'Italia di oggi attraverso gli occhi degli immigrati che si battono per un concetto di Patria inclusivo e non esclusivo.

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Re: Documentari sulle diversità culturali e religiose (striscia di Gaza ed altro)

Messaggio Da guardian angel il Mar Set 06, 2011 2:38 pm

Presentato un anno fa al Festival di Cannes, arrivato finalmente anche in Italia nel giugno scorso, grazie alla Teodora Film, "Tutti per uno", commedia sociale diretta da Romain Goupil e interpretata, nonché prodotta e co-sceneggiata, da Valeria Bruni Tedeschi.



Sinossi: Una parabola attuale, toccante e divertente, evento speciale al Festival di Cannes. Milana è una bambina di origine cecena che vive a Parigi, dove frequenta la scuola elementare. La sua vivace comitiva comprende ragazzi di ogni colore e provenienza, uniti da grande amicizia e complicità. Quando uno di loro, Youssef, viene rimpatriato perché i genitori non hanno il permesso di soggiorno, lo stesso destino sembra attendere anche Milana. Ma i suoi compagni decidono di mettere in atto un piano per salvarla... Un cast sorprendente di giovanissimi attori e a una Valeria Bruni Tedeschi in una delle migliori interpretazioni della sua carriera.

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Re: Documentari sulle diversità culturali e religiose (striscia di Gaza ed altro)

Messaggio Da guardian angel il Mar Set 06, 2011 2:54 pm



Il cielo e il mare sono gli stessi su cui Crialese si è già soffermato nel suo film più acclamato, Respiro. L'inquietudine e la sicilianità, con toni onirici e a volte cupi, sono quelli di Nuovomondo. Con il suo nuovo film, Terraferma, che verrà (è già stato) presentato in concorso alla 68esima Mostra del Cinema di Venezia, il regista romano affronta il tema dell'immigrazione clandestina senza rinunciare allo stile che lo ha reso famoso.
Il film sarà (è stato..)il primo lungometraggio italiano ad aprire il Festival, e in un monento in cui Lampedusa è di nuovo al centro di polemiche e scontri politici, sarà un modo per soffermarsi sul volto meno mediatico di quest'isola, quello che più da vicino riguarda i suoi abitanti e le loro contraddizioni.
La storia è quella di una piccola isola siciliana con poco turismo: l'arrivo dei clandestini africani che vedono nel lungo viaggio in mare l'unica speranza di ricominciare una nuova vita scombussola le vite di tutti, soprattutto quelle di chi, invece, l'isola la vede come un posto da cui partire, e non dove arrivare. Protagonista (insieme a Donatella Finocchiaro e ad altri volti noti dei film di Crialese) è Sara-Timnit, una giovane africana arrivata come migrante sull'isola, sia nella finzione che nella realtà. E la storia di Timnit è forse una trama nella trama stessa del film, perché è stata l'ispirazione che ha fatto capire al regista come raccontare in modo diverso le cronache che tutti i giorni passano quasi inosservate sui quotidiani.

Lo stesso Crialese, in un'intervista, ha spiegato come è venuto a conoscenza della storia di Timnit: "La sua foto l'ho vista su un giornale. La cronaca di uno dei tanti barconi della disperazione. Tre settimane alla deriva, 70 persone a bordo. Tutti morti, tranne cinque. Tra questi una sola donna. Lei. Il suo volto mi si imprime dentro. Voglio vederla con i miei occhi questa donna che ha traversato il mare, ha rischiato la vita per riscrivere la sua storia". Il regista chiede aiuto a Laura Boldrini (portavoce dell'Unhcr) e riesce a rintracciarla. "Viene da un Paese dell'Africa Centrale, ha 27 anni. Facciamo amicizia, le propongo di rielaborare insieme quello che ha vissuto"...........

(fonte: avoicomunicare)

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Bhutto - 2010, Duane Baughman, Johnny O'Hara

Messaggio Da guardian angel il Ven Nov 25, 2011 3:04 pm

Stasera in Tv
LA7d ore 21.10


Bhutto
Nata il 21 giugno del 1953 e definita la "Kennedy del Pakistan", Benazir Bhutto fu la figlia del carismatico ex primo ministro Zulfikar Ali Bhutto, il quale, all’affermazione rivoltagli dal presidente statunitense assassinato nel 1963 "Se lei fosse stato americano sarebbe stato nel mio governo", rispose "Se io fossi stato americano sarei stato al suo posto".
A partire da filmati in bianco e nero riguardanti la nascita del Pakistan, nel 1947, sono la vita e il governo di questa donna – la prima della storia ad essere eletta Primo Ministro in un Paese mussulmano – che Duane Baughman e Johnny O’Hara ricostruiscono in maniera fedele nel loro documentario, insistendo sull’importanza del rapporto con il padre e della sua ingiusta morte.
Una donna che identificava nella democrazia la miglior vendetta e la cui storia, oltre che attraverso le testimonianze esclusive rilasciate dai parenti più stretti tre mesi dopo il suo assassinio, avvenuto il 27 dicembre del 2007 tramite un attentato suicida, viene narrata da lei stessa, grazie a registrazioni scoperte di recente e mai ascoltate pubblicamente fino ad ora.
Quindi, con le crude immagini di scempi dovuti ad atti terroristici ed interventi d’importanti figure quali l’ex segretario di Stato americano Condoleezza Rice, l’ex presidente del Pakistan Pervez Musharraf, il diplomatico Peter Galbratith e il produttore del film Mark Siegel, co-autore e amico di Benazir, un film che si presenta di sicuro nelle vesti d’interessante prodotto volto a mostrare chiaramente in che modo la sostenitrice di un Islam moderno, tollerante, pluralistico e democratico con illimitate possibilità per le donne, finì per trasformarsi nel peggiore incubo dei sostenitori della Jihad.
Ed è una nutrita colonna sonora spaziante da "Wild world" di Cat Stevens a "Power to the people" di John Lennon and The Plastic Ono Band a scandire il buon montaggio di Jessica Hernández, il quale, per quasi due ore di visione, ci accompagna alla (ri)scoperta di colei che incarnò una metafora di quel conflitto tra terrorismo e moderazione che, ancora oggi, sconvolge il nostro mondo.
Due ore di visione che rischiano soltanto di non risultare sempre seguibili con facilità, penalizzate in particolar modo dall’eccessiva velocità con cui, senza tregua, i moltissimi discorsi si susseguono sullo schermo.

La frase: "Per salvare il paese bisogna ristabilire la democrazia".

(Fonte film Tv)

Anno: 2010
Paese: USA, Pakistan, UK
Genere: Documentario
Durata: 1h 55m
Regia: Duane Baughman, Johnny O'Hara
Cast: Tariq Ali, Reza Aslan, Diana Aveni, Benazir Bhutto, Fatima Bhutto, Sanam Bhutto, Aseefa Bhutto Zardari, Bakhtawar Bhutto Zardari, Bilawal Bhutto Zardari, Rene Delacruz



Il trailer originale


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Giallo a Milano, 2009 di Sergio Basso, stasera in Tv

Messaggio Da guardian angel il Dom Nov 27, 2011 8:46 am

Stasera in Tv
RAI5 ore 21.15


Giallo a Milano
Anno: 2009
Paese: Italia
Genere: Documentario
Durata: 1h 15m
Regia: Sergio Basso
Trama breve:
Sergio Basso, regista italiano che parla cinese, ci porta nella Chinatown di Milano alla scoperta della sua complessa realtà attraverso una serie di interviste e racconti.




Giallo a Milano
Una ballata sulla comunità cinese a Milano. La Chinatown di Milano è problematica: ha fatto registrare diversi omicidi avvenuti alla luce del sole, a colpi di machete. Un bel giorno un italiano chiede la mano a una cinese, e questo genera una catena di reazioni nella comunità. Dal focus particolare su una delle Chinatown più vecchie e grandi d'Europa, il film porta lo spettatore in una metafora universale, sull'odio e sui sogni tra Occidente e Cina. Un film con un accesso diretto alla comunità cinese, con un regista italiano... che parla cinese.
Apprezzato autore del documentario Il viaggio di Gesù (2007), milanese che in Cina ha imparato a parlare mandarino, Basso ha fatto un film bizzarro sulla comunità cinese di Milano, divertendosi a giocare con le parole sia nel titolo che è un calembour, sia nella struttura, imperniata su 15 "regole per la scrittura di un giallo", che ovviamente ha inventato lui. Ha descritto la Chinatown più antica d'Italia (con cinesi ormai di quinta generazione) che gravita intorno a via Paolo Sarpi. Con un'unica eccezione, nessuna delle persone coinvolte parla direttamente alla cinepresa: parlano sempre tra loro. In un'intervista al settimanale "Film TV", il regista dice che fin dall'inizio li aveva filmati come "portatori di temi". L'eccezione è un giovane attore gay con genitori in disaccordo sul ritorno in patria. Abituato ai monologhi teatrali, parla in macchina come un collaboratore di giustizia, mantenuto invisibile in 2 sequenze a disegni animati. "Secondo i cinesi, gli italiani sono pigri, un'accusa meravigliosa in una città che fa del culto del lavoro un onore e che spesso liquida come indolenti gli immigrati..." (A. Fornasiero).
Fonte:
http://cinema-tv.corriere.it/film/giallo-a-milano/06_16_62.shtml

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Lettere dal Sahara di Vittorio De Seta, 2007

Messaggio Da guardian angel il Sab Dic 03, 2011 8:50 am

Un omaggio al Maestro scomparso recentemente... Like a Star @ heaven

Lettere dal Sahara
Un film di Vittorio De Seta.
Con Djbril Kebe, Paola Ajmone Rondo, Stefano Saccotelli, Madawass Kebe, Fifi Cisse, Tihierno Ndiaye, Luca Barbeni.
Genere Docu-fiction, colore, 123 minuti.
Produzione Italia 2004.

(...)Un giovane studente senegalese dopo la morte del padre emigra in Italia. Riesce a trovare un lavoro precario a Villa Literno, si trasferisce a Firenze da una cugina che fa l'indossatrice per poi giungere a Torino. Qui, grazie anche a un'insegnante di italiano, trova una situazione stabile. Ma un'aggressione razzista lo spinge a riconsiderare tutto(...)


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This is my Land, Hebron di Giulia Amati, Stephen Natanson, 2010 stasera in TV

Messaggio Da guardian angel il Dom Dic 04, 2011 6:19 pm

accipicchia, bello pure questo:

Stasera in Tv
RAI 5 ore 21.15



Anno: 2010
Paese: Italia
Genere: Documentario
Durata: 1h 12m
Regia: Giulia Amati, Stephen Natanson
Cast:
NA
Trama breve:
Film documentario su Hebron, città considerata santa da varie religioni, luogo dove è sepolto Abramo, capostipite delle relioni monoteiste. Dopo la guerra dei sei giorni, 600 coloni israeliani, vivono protetti da 2000 soldati nel centro storico di una citta di 160.000 palestinesi.



(si può vedere anche qui:
http://www.youtube.com/watch?v=WUH9vPg724E&feature=endscreen&NR=1

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"Persepolis" di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, 2007

Messaggio Da guardian angel il Sab Dic 10, 2011 10:31 am

Persepolis è un film d'animazione del 2007, candidato all'Oscar, basato sulla graphic novel autobiografica omonima. Il film è stato scritto e diretto da Marjane Satrapi, l'autrice delle memorie, e da Vincent Paronnaud.
La storia (che è un romanzo di formazione) inizia poco prima della Rivoluzione iraniana. Nel film viene mostrato, inizialmente attraverso gli occhi di Marjane a nove anni, come le speranze di cambiamento della gente furono infrante lentamente quando presero il potere i fondamentalisti islamici, obbligando le donne a coprirsi la testa e imprigionando migliaia di persone. La storia si conclude con Marjane, ormai ventiduenne, che espatria.
Il titolo è un riferimento all'antica città storica di Persepoli.

Il film ha vinto il Premio della giuria al Festival di Cannes 2007 ed è stato distribuito in Francia ed in Belgio il 27 giugno 2007. Nel suo discorso durante il ricevimento del premio a Cannes, Satrapi ha detto: "Nonostante questo film sia universale, voglio dedicare il premio a tutti gli Iraniani."
(Fonte: Wikipedia)



(Geniale!! Smile )

Richard Corliss della rivista TIME ha eletto il film come uno dei Migliori 10 Film del 2007, posizionandolo in sesta posizione. Corliss ha elogiato il film, definendolo “un discendente legittimo dei classici Disney: una favola di formazione, che riesce ad essere sia struggente che esuberante."
--------------
Reazione del governo iraniano
Il film ha attirato proteste dal governo iraniano. Anche prima del suo debutto al Festival di Cannes, l'organizzazione legata al governo Iran Farabi Foundation ha inviato una lettera all'ambasciata francese a Teheran dicendo: "Quest'anno il Festival del cinema di Cannes, con un atto anticonvenzionale e non idoneo, ha selezionato un film sull'Iran che ha presentato una faccia irrealistica dei traguardi e dei risultati della gloriosa Rivoluzione islamica in alcune delle sue parti."
Nel giugno del 2007 il film è stato scartato dalla scaletta del Bangkok International Film Festival a seguito di pressioni provenienti dal governo iraniano. Il direttore del Festival Chattan Kunjara na Ayudhya ha dichiarato: "Sono stato invitato dall'ambasciata iraniana a discutere la questione ed abbiamo raggiunto entrambi un accordo comune sul fatto che sarebbe stato benefico per entrambi i paesi se il film non fosse stato proiettato" e "È un buon film in termini artistici, ma dobbiamo considerare altre questioni che potrebbero presentarsi qui."
(Fonte: Wikipedia)

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"I Figli della Guerra (Innocent Voices)", 2004 di L. Mandoki

Messaggio Da guardian angel il Sab Dic 24, 2011 10:36 am

Stasera in Tv
IRIS ore 21.15


"Innocent Voices"
Anno: 2004
Paese: Messico, USA, Puerto Rico
Genere: Drammatico
Durata: 2h
Regia: Luis Mandoki
Cast:
Leonor Varela, Carlos Padilla, Gustavo Muñoz, José María Yazpik, Ofelia Medina, Daniel Giménez Cacho, Jesús Ochoa, Jorge Angel Toriello, Adrian Alonso, Andrés Márquez
Trama breve:
Storia toccante di una madre e suo figlio durante la guerra civile in El Salvador durante gli anni '80.




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