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Messaggio Da sara.greguol il Gio Nov 15, 2012 7:24 pm

Ciao!
Entro ed intervengo per la prima volta in questo forum.
Quest'anno è il secondo anno che lavoro come insegnante di sostegno e ho la fortuna di avere 4 splendidi bambini (in quattro scuole diverse). Con tre bambini è difficile, ma si lavora bene con serenità e collaborazione dei team di insegnanti. Il quarto caso invece mi sta mettendo in forte discussione perchè...non riesco a fare nulla...
Ho passato settembre e ottobre a guardarmi intorno spaesata cercando informazioni, appigli e collaborazioni, ma non ho trovato nulla di tutto ciò.
Il gruppo docente appena arrivo in classe fa grandi sfuriate di non tolleranza della bambina e tragici racconti degli episodi avvenuti e, dietro tutto questo nervosismo che palesa le difficoltà che questi insegnanti devono gestire in mia assenza, appare sempre il visetto di J*****, sempre pronta ad accogliermi con un grande sorriso, i suoi grandi occhioni scuri e la sua solita frase "maetra ogi musia?"...e così inizio a lavorare con lei...

J***** ha 6 anni, è una bambina ghanese che ama la musica; è sempre sorridente e mi accoglie con grande entusiasmo ogni volte che arrivo in classe.
La bimba soffre di crisi epilettiche e ha ritardo mentale grave; ma..ha solo sei ore di sostegno.
I compagni le vogliono un gran bene e si sostituiscono a lei e la aiutano in molti modi con spontaneità e dedizione.
Le insegnanti non sanno cosa fare e le gridano soltanto rimproveri perchè disturba, impedisce le lezioni, non sta attanta (???!!!)
Di fronte a questa situazione non riesco a muovermi come vorrei e mi arrabbio di non potere fare quasi nulla, non vedevo margine di lavoro in nessun ambito.

Sono ripartita da zero: il primo sguardo. Ho ridipinto quel momento in cui l'ho conosciuta timida e spaventata, catapultata in una nuova realtà che non accetta dove non c'è spazio per giocare e dove il sorriso svanisce. Ma Jessica ama cantare, ballare e suonare.
Ho fatto due tipologie di osservazione: quella dell'ICF vista al tirocinio e il LAP. Risulta collocata in ogni ambito fra 1-2 anni.
Ho steso su questa base il PEI e ora so dove andare a parare e con quale priorità: prima l'autonomia e la relazionalità per darle un'immagine positiva nella classe, che le ridia il sorriso che in questi 2 mesi e mezzo si sta perdendo.
Ma come fare? Il lavoro delle mie sei ore si svanisce nella settimana e non è supportato dalle colleghe (quando arrivo la povera J***** ha tutto il viso puntualmente sporco...non le puliscono neanche il naso perchè, dicono, deve imparare....me non glielo insegnano e non vogliono "sporcarsi le mani"...di conseguenza i compagni "schifati" le si stanno allontanando...).
Ho fatto l'incontro con l'equipe multidisciplinare e ho chiesto la presenza di un'educatrice per lavorare con me sulle autonomie e per mediare la comunicazione (assente o non comprensibile) con i compagni, grande risorsa ma che non posso utilizzare per lavori in piccolo gruppo (perchè rimarrebbero indietro...).
Sto sistemando con l'aiuto dei preziosissimi bidelli uno sgabuzzino in disuso per ricavarne uno spazio di riferimento per J****, ma non ho il tempo materiale di fermarmi molto oltre l'orario di servizio lavorando in tante scuole...
Aggiungo che la bambina sta attraversando una fase oppositiva, non accetta consegne o qualsiasi altra comunicazione le si faccia.
Con me fortunatamente lavora bene, ma prima di iniziare la fase "produttiva" si deve sempre rasserenare e tranquillizzare rispetto alla situazione che vive in classe.
Per fare questo la porto nella biblioteca della scuola dell'infanzia dove andava, un luogo tranquillo che la calma e la mette nelle condizioni di lavorare.
Quello che finora sono riuscita a fare è molto poco, come avvisarmi se deve andare in bagno, aprire il rubinetto dell'acqua, togliersi le scarpe, muoversi e fermarsi su comando (con musica) e stiamo memorizzando due canzoni e una filastrocca con supporto di immagini.
La famiglia povera se le sente TUTTI i giorni dalle colleghe per le maracchelle che combina la bimba e quando parlano con me mi chiedono sempre con molta ansia come sta andando la loro figlia...io dico qualche bugia per risollevare loro il morale. O meglio dico solo ciò che è andato bene; poi dò loro i compiti per casa sempre da fare con la bambina, come cantare con lei le canzoni che impariamo insieme o apparecchiare insieme la tavola per la cena, o ripetere quello che stanno facendo con prima e dopo...ma non so neanche se sia la cosa giusta da fare...
avrei bisogno di materiali, schede pecs (non sono molto brava a disegnare), colori vari, pongo, tutti materiali che la scuola primaria non ha, la scuola non ha soldi e io per lavorare compro a spese mie....ma non importa questo...
Non mi sento in grado di lavorare in questo contesto, sento che vado "a caso" e non mi piace. Non so come muovermi e cosa fare, quali siti internet consultare, quali materiali poter utilizzare, quali attività posso fare....

Mi ricordo la frase "Nessun bambino è perduto se c'è un educatore che credo in lui"...io mi sento di non credere in me e nella bambina...e non c'è peggior cosa.


Ultima modifica di Maestra Gabriella il Gio Nov 15, 2012 8:25 pm, modificato 2 volte (Motivazione : spostato argomento da 'disabilità')

sara.greguol
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Cosa fare? Empty Re: Cosa fare?

Messaggio Da Maestra Gabriella il Gio Nov 15, 2012 8:25 pm

Si consiglia agli utenti di non inserire il nome dei bambini per rispetto della privacy. GRAZIE DELLA COLLABORAZIONE!
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