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sos consigli per interventi relazionali da effettuare con un adulto, 25 anni, con disturbo pervasivo dello sviluppo

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sos consigli per interventi relazionali da effettuare con un adulto, 25 anni, con disturbo pervasivo dello sviluppo

Messaggio Da alex il proff. il Sab Mar 06, 2010 9:21 pm

seguo un ragazzo ..autistico sono un educatore professionale;
la sua patologia e' disturbo del comportamento a tratti autistico.
prima veniva in struttura poi nn c'e' stato piu' modo perche'
e' ingovernabile ha rotto tutte le porte e tutto gli dava fastidio.
ora a casa(genitori da tre anni disperati)
per andare a letto alla sera 3 ore impiega si sofferma a "lisiare"ed e' lentissimo si blocca e non collabora!!cosi fa alla mattina ad alzarsi
(ora lo seguo a casa)lo alzano ..e a volte impiega tanto tempo..poi viene giu' e si mette a divano e sta li (ogni tanto faccio fare dei giochi che non son altro che riempire un bidone di pezzi di costruzioni)
i genitori son disperati e io vorrei fare dei progressi per almeno risolvere il problema dell'alzata e messa a letto!!
mi potete aiutare grazie 1000!!


Ultima modifica di leterbuck il Sab Ott 29, 2011 5:05 pm, modificato 4 volte (Motivazione : ampliato il titolo e reso fruibile per la ricerca)

alex il proff.
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RAGAZZO AUTISTICO CHE STO' SEGUENDO.

Messaggio Da alex il proff. il Lun Mar 08, 2010 1:05 pm

salve c'e' qualche psicologo sociologo educatore professionale che mi può dare qualche consiglio,o metodo o qualche truccho da escogitare per interagire meglio con questo ragazzo,ripeto e'
con una patologia;disturbo del comportamento a tratti autistico.
ed e' lentissimo e a volte sempre nella messa a letto ma anche nell'alzata alla mattina(lo seguono a casa i genitori)e' molto lento e si sofferma a "lisciare" e a toccare tutto e' come un rituale..che a volte quando va bene dura 40 minuti un'ora a volte anche 3 ore spesso la sera mentre va a letto!
grazie in anticipo dei consigli preziosi che mi darete ,
potete dirmi idee consigli metodi tutto insomma.ciao grazie.


Ultima modifica di alex il proff. il Lun Mar 08, 2010 1:07 pm, modificato 1 volta (Motivazione : TUTTA ITALIA)

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Re: sos consigli per interventi relazionali da effettuare con un adulto, 25 anni, con disturbo pervasivo dello sviluppo

Messaggio Da maria spanò il Lun Mar 22, 2010 7:06 pm

ciao, sono un 'insegnante di sostegno e anch'io seguo un ragazzo autistico difficile. La mattina , ascuola, è un vero "strazio" tentare di farlo lavorare. Ho tentato di tutto: schede didattiche, video cassette e dvd su fiabe , racconto di fiabe e favole, puzzle, collage. In verità riesco anche a capirlo, perchè durante l'anno scolastico ha cambiato diversi insegnanti ed io lo seguo da poco tempo e per giunta per 9 ore soltanto. Ma questa considerazione non diminuisce la mia frustazione visto che, come mi raccontano , l'anno scorso l'insegnante di sostegno riusciva a farlo sedere e lavorare. Con me, invece, rimane s3empre in piedi ad "ondeggiare" tra il laboratorio h e il corridoio fuori.A volte mi stringe forte il polso e mi fa un pò male. Vi prego aiutatemi a trovare "la chiave di accesso" per farlo collaborare.

maria spanò
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Re: sos consigli per interventi relazionali da effettuare con un adulto, 25 anni, con disturbo pervasivo dello sviluppo

Messaggio Da alex il proff. il Lun Mar 22, 2010 7:18 pm

CIAO SAI E' FRUSTRANTE E A VOLTE..MOLTE MI ARENO PERCHE' E' INTRATTABILE ..E AGGRESSIVO SPINGE E SE NON STAI ATTENTO DI BUTTA PER TERRA,PARLA MALE MA LO CAPISCO""A VOLTE""
GLI FACCIO FARE DEI GIOCHI ELEMENTARISSIMI..E RIPETERE
NOMI DI ANIMALETTI E COLORI...
MA E' MOLTO COMPLICATO E NON SO COME DISTRICARMI...E NON SO SE SON VIZI PRESI O DATI,O SON SUE MANIE O "ABITUDINI"DI QUESTO COMPORTAMENTO DISTURBATO..AUTISTICO CHE HA.SE HAI CONSIGLI DAMMENE PURE IO NON SO COME AIUTARTI SIAMO SULLA STESSA BARCA ..MI SA!!
CIAO ALLA PROSSIMA.

alex il proff.
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Re: sos consigli per interventi relazionali da effettuare con un adulto, 25 anni, con disturbo pervasivo dello sviluppo

Messaggio Da maria spanò il Mar Mar 23, 2010 4:50 pm

ciao, le considerazioni fatte ieri mi portano ad ulteriori riflessioni: come disciplinare un soggetto autistico? come essere autorevoli con lui senza urtarne la sensibilità, ovvero come fargli capire che siamo in una scuola e io sono l'insegnante da cui deve imparare qualcosa? Sinceramente penso che essere accattivanti con lui , interessarlo a ciò che si fa, può valere fino ad un certo punto ma non educarlo.L'educazione di un alunno passa per dei contenuti e delle attività che devono veicolare valori come il rispetto e la tolleranza.Vorrei aprire un dibattito su questo; inoltre vorrei che qualcuno potesse consigliarmi nuove schede didattiche o qualche attività da proporre al mio alunno autistico

maria spanò
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Re: sos consigli per interventi relazionali da effettuare con un adulto, 25 anni, con disturbo pervasivo dello sviluppo

Messaggio Da AndreaPedagogista il Gio Mar 25, 2010 7:36 am

Ciao, io sono un pedagogista ma ancor prima ho lavorato con bambini e adulti autistici per 3anni in un centro di riabilitazione.Ora mi occupo di altre disabilità ma conosco un po' il complesso mondo dell'autismo.Ho letto le vostre due situazioni che sebbene diverse sono comunque accomunate dalla difficoltà di gestire delle reazioni comportamentali a delle situazioni particolari.Con soggetti autistici o con tratti autistici bisogna sapere con certezza quanto loro ci capiscono,sono verbali oppure no? Se non lo sono o comunque la comprensione e la produzione verbale non sono eccellenti bisogna stabilire delle CHIARE regole di comunicazione. Utilizzate delle foto degli ambienti e delle attività da svolgere E COSTRUITE UN PROGRAMMA CARTACEO con la foto della persona in cima e di seguito in verticale le foto di ciò che andrà a fare in quella giornata. Ogni foto accanto avrà una casellina da barrare nel momento in cui si fa quella determinata azione (la può barrare la persona stessa se è in grado di farlo oppure lo fa l'educatore/insegnante, la cosa importante è essere sicuri che la persona capisca le immagini e cosa quelle immagini significano, cioè che sappia cosa si andrà a fare). Intanto ogni giorno un programma ben chiaro così che loro possano sapere cosa li aspetta.Certo non si può chiedere fin da subito mezz'ora di attenzione per un'attività mai fatta prima o che hanno sempre rifiutato. Ma se si decide che siano 5 minuti quei 5 minuti devono essere! Motivate sempre la persona o il bambino con dei rinforzatori (i rinforzatori possono essere di diverso tipo a seconda dell'età e della comprensione della persona con autismo e SONO TUTTO CIò CHE PIACE E/O ATTRAE LA PERSONA: piccole quantità di cibo, un disegno o un fumetto da guardare per poco, un giocattolo da maneggiare per pochi secondi, delle bolle di sapone da fargli per poco...sottolineo sempre per poco perchè è importante utilizzare i rinforzi CON PARSIMONIA se non vogliamo che perdano subito il loro potere rinforzante. Alternate sempre le attività più impegnative e difficili (per la persona) con attività meno difficili che già sa fare (per evitare che si frustri e che la volta successiva si rifiuti di eseguire la nuova attività); le attività dovrebbero essere organizzate sempre prima (con il materiale pronto in delle scatole E CONTATO in modo da FAR VEDERE alla persona che una volta finito quel materiale non dovrà farne più e così l'ansia non dovrebbe salire eccessivamente perchè sa già che gli si richiede solo quello sforzo e non di più). Inoltre bisogna utilizzare sempre i rinforzi in modo adeguato per motivare la persona a lavorare per raggiungere un premio (sono rinforzi molto potenti anche le lodi e gli elogi BRAVO! SUPER!! CAMPIONE!!!, sono rinforzi sociali e in quel momento CHI LI RICEVE STA RICEVENDO ATTENZIONE. --- anche GUARDANDO SI DA ATTENZIONE). Dare ATTENZIONE può portare a rinforzare, anche involontariamente, comportamenti problematici. Se il bambino/la persona fa dei capricci perchè vuole qualcosa NON BISOGNA fare in modo che ottenga ciò che vuole chiedendolo in quel modo A COSTO DI FARE DELLE SCENEGGIATE. RICORDATEVI SE SI CEDE ANCHE DI POCO UNA VOLTA, LA PROSSIMA LA PERSONA METTERA' IN ATTO LO STESSO COMPORTAMENTO. NON VI SCORAGGIATE MAI SE UN COMPORTAMENTO INIZIALMENTE SI ESASPERERà PERCHè NON LO STATE ASSECONDANDO. RICERCATE LA TRANQUILLITà DELLA PERSONA E APPENA METTE IN ATTO UN COMPORTAMENTO ADEGUATO RINFORZATELO SUBITO. Bisogna "PRETENDERE" CHE CIò CHE VUOLE CE LO CHIEDA IN UN MODO ACCETTABILE (se parla con le parole, se indica con i gesti, se gli insegniamo ad utilizzare le foto o i simboli in senso comunicativo attraverso queste immagini, cioè il bambino ci consegna la foto del giocattolo guardandoci negli occhi e noi gli diamo il giocattolo ma prima gli diremo "Bravo vuoi proprio il giocattolo!"------ se la persona vuole l'acqua ci consegnerà prima la foto di una bottiglia ecc...).
Intanto ecco qui delle INDICAZIONI PRATICHE che spero possano tornarvi utili. Mettetele subito in pratica, servono a stabilire delle basilari e chiare regole di comunicazione tra voi e la persona con autismo che per le sude difficoltà non sempre comunica con noi come vorremmo ma a volte lo fa in modi che ci appaiono strani e bizzarri. Diamogli gli strumenti adatti perchè ci possano comprendere e possano comprendere cosa andranno a fare (il programma con la successione delle foto gli da prevedibilità e automaticamente li rassicura, si può anche pensare di crearne uno su tutta la settimana per persone che hanno un buon livello di comprensione e che non sanno cosa li aspetterà domani o fra due tre giorni.
fatemi sapere...ciao alla prossima

AndreaPedagogista
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Re: sos consigli per interventi relazionali da effettuare con un adulto, 25 anni, con disturbo pervasivo dello sviluppo

Messaggio Da alex il proff. il Gio Mar 25, 2010 9:53 pm

allora costruire un programma cartaceo e' impossibile perche' la persona autistica(il ragazzo che seguo)
me li straccia subito e mette sotto al divano tutto lo disturba e gli crea stress..infatti andava in un centro diurno(ora non piu')
perche non socializzava con gli altri ospiti ma era sempre disturbato,da tutto troppi stimoli.
poi non voleva o perlomeno impiegava tantissimo tempo a scendere o salire sul pulmino sia per l'andata che per il ritorno a casa...
come alla sera mentre i genitori lo portano di sopra 20 min.per le scale a lisciare quadri e pareti..poi si siede in bagno ha i suoi rituali o sul letto crolla dal sonno ,ma non cede e non tira su le gambe ...impiega 2 3 ore ogni sera e a volte anche alla mattina e' cosi'..
infatti i genitori x questo vivono con lui praticamente solo in una stanza li fan tutto e solo alla sera lo portano di sopra a letto.(e' da tre anni che ha questi atteggiamenti cosi disturbati,e aggressivi,perche ' se tu insisti e ti fai autorevole e con la forza lo trascini via lui urla spinge e si agita..molto!!)
non e' di certo un soggetto facile,e non so come aiutarli.
una cosa e' chiara se gli imponi di fare una cosa lui fa' il contrario...ripeto non puoi tirare fuori un fazzoletto o cellulare o foglio ,o giornale che lui mette tutto sotto il divano..e' difficile raggiungere o porsi degli obbiettivi.
io gli dico hai capito lui ripete"capito"ma solo quando e' tranquillo quando e' alterato non ti guarda e spinge con aggressivita'.
oppure ti mette in un angolo e si sta li per il tempo che vuole lui!!!
non c'e' cooperazione per niente ed e' molto frustrante!!

alex il proff.
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Re: sos consigli per interventi relazionali da effettuare con un adulto, 25 anni, con disturbo pervasivo dello sviluppo

Messaggio Da AndreaPedagogista il Gio Mar 25, 2010 11:20 pm

Alex da quanto posso capire riguardo a quello che racconti è che lui è molto disturbato da troppi stimoli o da qualsiasi cosa c'è una sofferenza enorme da parte sua. Io parlavo di un programma cartaceo come idea in generale, ma ci sono molti altri modi per comunicargli le cose, anche con la presentazione di singole immagini una alla volta che gestiresti tu. Ma bisogna fare un passo alla volta. Prima di tutto è importante capire quali sono gli stimoli che lo disturbano, è inutile proporgli delle attività se ci sono delle situazioni ambientali che lo mettono a disagio ( è come se noi normotipici avessimo il mal di pancia forte e arrivasse una persona e ci dicesse "Bene, leggiamo un bel libro" Penso che la reazione istintiva sarebbe quella di mandarla a quel paese e in più non ci sentiremmo compresi e tenderemmo a pensare "Ma non vede che sto male? Che cavolo mi propone un libro?") Penso che le reazioni di questo ragazzo siano spiegabili in questo senso; tu che lo conosci è possibile che nasconda le cose che gli proponi perchè sta male? Racconti anche di alcuni momenti di tranquillità, bene allora cerca di osservare quali altre condizioni ambientali (oggetti,luce, rumori, persone) lo rendono tranquillo e ricerca quelle condizioni come punti di partenza. In questo caso ci vuole prima di tutto una BUONA E PAZIENTE OSSERVAZIONE, preparati delle schede dove monitorare tutte le situazioni (costruisciti una scheda ABC Antecendent Beahavior Consequences dove segnare gli Antecedenti cioè tutti quegli elementi che hanno messo in atto il comportamento che si vuole osservare, - ad es. l'aggressività di un certo tipo - ciò che si stava facendo subito prima che si verificasse il comportamento; poi si segna il Comportamento della persona e dopo le Conseguenze, cioè cosa hanno fatto le persone intorno a lui, come hanno reagito al suo comportamento; ricerca su internet il modello ABC ) Dopo l'osservazione cerca di cogliere quegli elementi che ti permettono di farlo stare tranquillo, spiega alla famiglia che serve MOLTO IL LORO AIUTO. Comunque anche se lui sta male la comunicazione ci deve essere in qualche modo; utilizza delle immagini anche plastificate per evitare che le strappi, inizialmente bastano poche immagini per stabilire un canale comunicativo, fagli fare un'esperienza positiva, ad esempio se vuole fare i suoi rituali fagli una foto mentre fa i rituali oppure fotografa i quadri che gli piace lisciare (queste sono stimolazioni sensoriali che molto probabilmente lui ricerca perchè gli danno sicurezza e lo tranquillizzano) poi un altro giorno quando sai che lui vuole fare quel rituale un po' prima lo anticipi e gli mostri la foto dicendogli "Liscia il quadro" o "Puoi lisciare il quadro" o una frase simile che sai che capisca, è quasi sicuro che in quel caso accetterà perchè è qualcosa che vuole fare, che desidera e ricerca; bene in questo caso avrai fissato un primo tassello. Mostra ai genitori come possono fare anche loro. Puoi provare con qualche altra foto per comunicare con lui, sempre quando sei sicuro che vuole qualcosa che gli piace, anche i suoi rituali in bagno oppure quando sai che vuole qualche cibo che gli piace; devi avere sempre a disposizione queste foto in modo agevole ad es. plastificate poi gli fai un foro e ci metti un moschettone e gliele mostri semplicemente per comunicargli cosa andrà a fare, per il momento solo cose positive e che lui ricerca senza proporgli altro; in questo momento è ovvio che tende a rifiutare qualsiasi altra cosa. Importantissimo è non essere mai autorevoli e imporsi, lo so che i genitori saranno sicuramente esausti di tutta questa situazione, ma loro sanno come mai è da tre anni che si comporta così, qualcosa è cambiato ed ha peggiorato la situazione di stress del ragazzo? Lui sta male e di certo cercare il muro contro muro non porta a nulla anzi non fa che ingenerare nuove tensioni e il ragazzo la volta successiva tende a rifiutare a priori qualsiasi cosa perchè con quelle persone ha vissuto momenti negativi. I genitori questo non lo capiscono perchè sono dentro a questa situazione e quindi le provano tutte e inevitabilmente anche non volendo tendono a rinforzare comportamenti che non vorrebbero mai e poi mai rinforzare. Tu li puoi aiutare a comprendere tutte queste cose ma dovresti prima osservare e poi agire in modo consapevole su alcune cose basilari, La COMUNICAZIONE, L'iNTERAZIONE SOCIALE, gli INTERESSI RISTRETTI E RIPETITIVI. Sulla comunicazione ci lavori inizialmente così, poi dopo che hai fissato questi paletti puoi incrementare le foto con qualche altra immagine ad es del momento del pranzo e della cena (la foto del tavolo apparecchiato e della pasta o del secondo) e poi via via fino ad aumentare il numero di immagini inserendo anche delle brevi attività sempre intercalate con rinforzi. Sull'interazione sociale ci lavori in un secondo momento, dopo che gli avrai fatto fare esperienze positive e di tranquillità con brevi giochi da fare con i genitori (uno alla volta) sempre con te presente che fai da mediatore e insegni loro come fare per stabilire un contatto positivo. Sugli interessi ristretti e ripetitivi ci lavori facendogli fare esperienze di flessibilità. Esempi di flessibilità saranno inizialmente dei brevi passi, ad es. invece di fare i rituali per 20 minuti di seguito, proporgli un breve gioco da fargli fare tra 10 minuti e gli altri 10. I rituali, le stereotipie, le stimolazioni sensoriali non andrebbero bloccate bensì più in là ridotte e convogliate in alcuni momenti della giornata (come noi normotipici abbiamo i nostri momenti di svago e di relax anche lui può fare i suoi rituali in quei momenti - a questo punto dovresti essere arrivato a poter utilizzare il programma cartaceo e avere inserito la foto dei rituali che hai fatto all'inizio all'interno di un programma in cui non ci sono solo attività didattiche ma tutta la giornata del ragazzo : foto del letto quando si alza la mattina, poi foto del bagno, poi foto della colazione, foto della tv, foto del rituale, foto dell'attività didattica, foto del rinforzo, foto dell'attività didattica, foto del rinforzo, foto del pranzo ecc....). Non è impossibile riuscire a stabilire un contatto, sicuramente sarà faticoso e ci saranno degli insuccessi e delle incomprensioni iniziali, ma queste indicazioni che ti ho elencato sono degli esempi pratici di un più vasto e articolato programma comportamentale, ma non solo, ci sono riferimenti all'educazione strutturata, ma strutturato dovrebbe essere un po' tutto anche l'ambiente di vita e i genitori e le persone che ruotano attorno al ragazzo devono adottare la stessa metodologia altrimenti c'è il rischio che il ragazzo entri in confusione e che il lavoro svolto da uno venga inevitabilmente inficiato dal comportamento opposto dell'altro. ci vuole COERENZA EDUCATIVA - i MIGLIORI RISULTATI SI VERIFICANO CON IL COMPORTAMENTO COERENTE ANCHE DEI GENITORI. Non è facile questo tipo di lavoro, è molto lungo e bisogna avere molta pazienza, ma poi pian piano i risultati arrivano. Le persone con Disturbo generalizzato dello sviluppo non sono dei marziani, è solo che hanno uno sviluppo disturbato su più fronti, in molti i disturbi sensoriali sono evidenti e inficiano gran parte delle giornate. Bisogna ricercare di stabilire una chiara comunicazione e una buona interazione, solo così si gettano le basi per poter permettere a queste persone di poter apprendere tante altre cose.

AndreaPedagogista
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Re: sos consigli per interventi relazionali da effettuare con un adulto, 25 anni, con disturbo pervasivo dello sviluppo

Messaggio Da maria spanò il Lun Mar 29, 2010 5:06 pm

Devo ringraziare Andrea. Ho molto riflettuto sui suoi consigli, soprattutto sul fatto che, come lui stesso ribadisce nel penultimo messaggio, sia opportuno stabilire preliminarmente a qualsiasi discorso con l'alunno autistico, chiare regole di comunicazione. Per questo sono andata alla ricerca di un testo o dvd che mi aiutasse in proposito.Ho trovato "come facilitare la comunicazione nell'autismo " della EricKson e il gioco è fatto!Grazie alle schede contenute nel Dvd, sono riuscita a comunicare al mio alunno, autistico non verbale, come si sarebbe svolta la mattinata, che doveva stare seduto, che ero arrabbiata. E, meraviglia delle meraviglie, si è seduto a lavorare per ben due volte : una prima volta per 5 minuti; e la volta successiva per 3 minuti. Non è tanto, ma è già un inizio. Alla prossima

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Re: sos consigli per interventi relazionali da effettuare con un adulto, 25 anni, con disturbo pervasivo dello sviluppo

Messaggio Da alex il proff. il Lun Mar 29, 2010 9:18 pm

ciao andrea;
innanzitutto grazie per i consigli preziosi.
pero' le difficolta ci sono ed eccome...
ho provato con le foto(quelle normali subito le straccia)
provato con quelle plastificate le ha dovute tagliare con le forbici il padre,se no il ragazzo urlava ed era arrabbiatissimo e gesticolava urlando..
poi ora,che lo seguo a casa,(stamattina i genitori mi han riferito che per scendere giu' dalle scale 30 minuti..lisciare un quadro poi
inchiodato non si voleva muovere e cosi quando va in bagno,con i suoi rituali dopo aver fatto la minzione,lui tasta e tocca il water piegato(che il padre mi dice che d'estate rimane li piegato in contorsioni,sudando fino a sfinire per non cedere).
stamattina gli dava da bere e lui beve o col cucchiaio o a bichiere poi fa' un gesto ne vuole ancora e va avanti cosi a gocci avati indietro il padre col bicchiere fino che lui non dice stop..(il padre prova a mettere via il bicchiere ma lui si arrabbia e reclama ..ancora..anche 20 30 volte,gli va anche di traverso tossisce,respira male ma niente vuole acqua!!)
e' molto stano in tutto il padre dice e' unico.
con quel vizio di mettere tutto sotto il divano,poi lo faccio giocare(mette dentro animaletti e costruzioni dentro un bidone x 2 volte )poi va sul divano si fa' capire che vuole il panno(io vado a prenderlo nell'altra stanza..
poi a volte si mette subito sdraiato sotto ma a volte non lo fa' si alza gira e fa ' altro(ma non vuole che tu vada via,e devi stare con la copertina in mano dove vuole lui..e magari lui va da altre parti della camera..io dico che metto via il panno se non va sul divano e lui si arrabbia.)
non si sa piu' cosa fare(e dire che capisce,perche a volte gli dico metti la testa bene sul cuscino e lui subito la mette..
ho avuto altre risposte di questo tipo ..allora vuol dire che lui capisce e' che si intestardice e fa il contrario(questo anche i genitori lo dicono..e lo vedo anche io).
grazie in anticipo dei suggerimenti che mi darai..ma ce' molto da lavorare!!!

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Re: sos consigli per interventi relazionali da effettuare con un adulto, 25 anni, con disturbo pervasivo dello sviluppo

Messaggio Da AndreaPedagogista il Mer Mar 31, 2010 12:48 am

Ciao Maria, ciao Alex.
Innanzitutto Maria sono contento che ti sei data da fare con qualche strumento pratico per migliorare la comunicazione con il tuo alunno, sono certo che te ne sarà infinitamente grato; dai l'inizio non è male, spero tu l'abbia riempito di lodi per essersi seduto a lavorare anche se per poco...con i bambini e le persone autistiche funziona l'essere molto enfatici, sottolineare ogni loro piccolo progresso e cercare di "ignorare" (in senso comportamentale) i loro momenti di distrazione quando lavorano. Mi raccomando Maria ricordati i rinforzi, sono importantissimi (cerca di averne sempre un po' in una scatola vicino a te e gestiscili al meglio) utilizzandoli il tuo alunno si siederà sempre più volentieri a lavorare con te perchè sa che poi lo premi per il suo sforzo. Brava, continua così!
Alex per quanto riguarda la situazione che ti trovi a gestire voglio subito dirti che io ovviamente non pretendo di avere in mano le risposte a tutto. Posso solo darti dei consigli dall'esperienza lavorativa che ho fatto con bambini e adulti autistici per 3 anni. Anche io ho avuto a che fare con un ragazzo autistico grande di 23 anni non verbale, un marcantonio e a volte aggressivo (anche nei confronti dei genitori). Al centro dove lavoravo stavo con lui ogni volta 2 ore per la riabilitazione e i suoi rituali erano pazzeschi: voleva degli oggetti li voleva subito, gridava urlava gesticolava per ottenerli, cercava di prenderseli con la forza. Tutte le volte l'operatore gli mostrava delle foto che doveva o indicare o consegnare guardando negli occhi per comunicare ciò che desiderava. Se non faceva così non gli veniva dato nulla a costo di nascondere prima il tutto sotto chiave. Poi una volta che comunicava poteva ottenere ciò che desiderava. Il tutto però cercando di fargli rispettare l'ambiente dove si trovava in quel momento. I genitori a casa non riuscivano a gestirlo,il padre si imponeva con la voce grossa e con la prestanza fisica, la madre subiva la sua aggressività. Lui si prendeva ciò che voleva con la forza. Ora c'è da dire che la situazione in cui ti trovi è totalmente diversa da quella in cui si trova Maria; anche se l'alunno di Maria fosse ribelle e violento vuoi mettere a paragone la gestione della crisi di un bambino con quella di un adulto di 25anni? Altra difficoltà è proprio l'età e questo vuol dire che 25 anni vissuti in un certo modo lui si è abituato così e i genitori poveretti hanno cercato di gestire la cosa meglio che hanno potuto. Ma ritornando al paragone con il ragazzo che seguivo io, l'idea di fondo è che loro non possono fare ciò che vogliono perchè sono autistici e perchè gridano, gesticolano e urlano. Non è educativo in nessun caso lasciar passare il messaggio: Se urlo allora ottengo ciò che desidero. Sicuramente obietterai che le avranno provate tutte e anche tu le avrai provate tutte, ma non è una giustificazione alla situazione che state vivendo. In quello che mi racconti dici chiaramente che lui si fa capire in qualche modo che vuole l'acqua e poi decide secondo le sue modalità come ottenerla altrimenti grida e si agita...e il padre magari ha provato a spiegargli e a dirgli e poi magari alla fine stremato CEDE! Lui si fa capire in qualche modo che vuole "il panno" tu lo vai a prendere e poi chissà perchè utilizzi "il panno" come ricatto "Se non vai sul divano allora metto via il panno" per fargli fare qualcosa. Lui vuole che tu stia con la copertina in mano dove vuole lui...e tu lo fai...per quale ragione?
Da come mi hai descritto queste situazioni mi sembra molto chiaro che si è instaurata una modalità ricattatoria (sia da parte sua che da parte vostra) non è che lo fate consapevolmente, ma è facile in situazioni del genere che si instaurino modalità di questo tipo. Ma sono proprio queste modalità che vanno troncate. Torno a ribadire: non perchè una persona è autistica può fare quello che vuole (della serie tutto è giustificabile dato che ci sembra che l'autismo sia un enigma e che i loro comportamenti bizzarri vadano accettati e fatti passare per giusti quando non lo sono) Non è giusta la modalità. Che male c'è a desiderare un panno, una copertina? Nulla! Ma non è bello che tu sia messo in un posto come una statua e debba tenere in mano una copertina per tutto il tempo che desidera lui. Le persone autistiche trattano le altre persone come degli oggetti (ma non per cattiveria anzi non c'è nessuna intenzione del genere), il significato è che ad es. lui vedendoti fermo in un posto con il panno in mano per lui diventi più "prevedibile" gli dai una sicurezza (La sicurezza che per tutto il tempo che lui desidera starai fermo in quel posto con il panno che gli piace tanto e che da lì non ti sposterai e non farai azioni impreviste che possano metterlo in agitazione. Molti autistici hanno bisogno di prevedibilità e di vedere immutato l'ordine degli oggetti e delle persone nell'ambiente in cui si trovano)...
Poi mi dici che capisce i comandi verbali...e quindi arrivi a pensare che faccia l'opposto di ciò che gli dici (da bastian contrario) ed è vero, ma non perchè gli piace contraddirti per posizione presa.SE LUI SI INTESTARDISCE QUANDO VOI GLI DITE DELLE COSE è PERCHè SA CHE PRIMA O POI VOI CEDERETE DI FRONTE AL SUO COMPORTAMENTO, DI FRONTE ALLE SUE URLA, DI FRONTE ALLE SUE GRIDA. Prova adesso a dirgli di comunicarti con la foto che vuole il panno, griderà sempre di più e più forte, ma se tu cedi di nuovo la prossima volta che gli mostri la foto continuerà a gridare perchè ha imparato in tanti anni che gridare, gesticolare, urlare è la modalità più efficace e più comoda (perchè non deve sforzarsi di prendere e consegnare una foto) per ottenere TUTTO. Volete continuare che siano queste le sue modalità comunicative preferite, oppure nel rispetto vostro e delle altre persone insegnargli una comunicazione che sia una vera comunicazione, adeguata ai contesti dove vive?

Poi alcuni rituali si possono accettare, ma altri bisognerebbe proprio eliminarli. Che senso ha permettergli di bere col cucchiaio come se fosse un bambino piccolo o perchè è un gioco che gli piace, invece di decidere che d'ora in poi beva normalmente dal bicchiere dato che mi sembra di capire non abbia nessun impedimento fisico? Se lui si arrabbia lo si lascia che sbollisca ma non gli si deve permettere più di farlo. TORNO A RIBADIRE: ATTEGGIAMENTO FERMO MA NON ARRABBIATO O SECCATO O NERVOSO, MA FERMO SI!!!! RICERCATE SEMPRE LA TRANQUILLITà E LAVORATE SU UN OBIETTIVO ALLA VOLTA: SE LE SITUAZIONI DIVENTANO TROPPO FRUSTRANTI ALL'INTERNO DI UNA GIORNATA NON è UN BENE Nè PER LUI Nè PER VOI. QUINDI CHE SI ARRABBI PURE PER IL FATTO CHE NON BEVA PIù DAL CUCCHIAIO MA SI LAVORA SOLO SU QUEL COMPORTAMENTO GLI SI FA BERE DAL BICCHIERE E BASTA SENZA CHE SIA LUI A COMANDARE.SE VUOLE BERE ANCORA SI PUò PRENDERE L'ACQUA O GLIELA SI DA SE COMUNICA IN MODO ADEGUATO,SE URLA LO SI LASCIA URLARE SENZA BADARLO E SENZA CHE CI SI AGITI PER QUESTO MOTIVO (LO SO NON è FACILE MANTENERE LA CALMA MA BISOGNA ASSUMERE UN ATTEGGIAMENTO FERMO E DISTACCATO SENZA ESSERE EMOTIVI, NON VA BENE ESSERE EMOTIVI ED ESASPERARE LA SITUAZIONE SOPRATTUTTO CON PERSONE AUTISTICHE COSì RIGIDE ED OPPOSITIVE. LO SI CALMA POI CON IL TONO DELLA VOCE E GLI SI PROPONE QUALCHE ALTRA ATTIVITà MAGARI PIACEVOLE MA SOLO QUANDO SI SARà CALMATO UN PO'.
Non è facile spezzare questi meccanismi se non cambiamo modo di pensare. Non possiamo continuare a dirci che non sappiamo cosa fare, il compito di chi educa è quello di trovare le risorse e se non ci si riesce in una giornata troppo estenuante, ci si riprova il giorno dopo. Mai arrendersi.
Alex spero di essere riuscito a comunicarti in modo chiaro cosa intendevo dirti...non ho le soluzioni in mano, ma so per certo che quel ragazzo che seguivo io in un centro dove lo assecondavano in tutto e poi lo contraddicevano ogni tanto cercando di "ricattarlo" anche se in buona fede,gli stava distruggendo tutto...invece nel centro dove lavoravo io e dove lui era seguito contemporaneamente, ha avuto questi comportamenti poche volte in confronto. Quindi la metodologia funziona, ovvio che nel tuo caso ci vorrà un po' di tempo perchè si spezzi quel meccanismo che si è instaurato per tanto tempo, ma è indispensabile che si spezzi. Mi raccomando tienimi aggiornato. Ciao a tutti voi e buon lavoro.
Andrea

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Re: sos consigli per interventi relazionali da effettuare con un adulto, 25 anni, con disturbo pervasivo dello sviluppo

Messaggio Da alex il proff. il Mer Mar 31, 2010 9:12 pm

ciao andrea;di sicuro ti terro' aggiornato::

ma credimi ritornando al ragazzo,
se vuole esempio che tu stia in un angolo e devi stare li e se non lo fai oltre agitarsi (anche con atteggiamenti auto lesionistici)
viene e ti aggredisce se non lassecondi..mi capisci e se il padre gli da da bere col bicchiere(quasi sempre)
lui va avanti e chiede acqua all'infinito...anche 30 40 volte..e se mette via il bicchiere urla e a volte ..molte e' aggressivo(ha 25 anni ed e' anche grosso!!)
capisci a volte lo so che sbaglio con "ricatti"che poi non servono a nulla..quasi sempre!!pero' si cerca in qualche modo di rieducarlo a chiedere e fare( in modo piu' civile )quello che desidera fare.
ok grazie di nuovo e a presto.

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Re: sos consigli per interventi relazionali da effettuare con un adulto, 25 anni, con disturbo pervasivo dello sviluppo

Messaggio Da AndreaPedagogista il Gio Apr 01, 2010 10:48 pm

Ciao Alex, mi stai sempre più confermando che si è instaurato quel circolo vizioso che non ti permette di uscirne, voi avete trovato un equilibrio...sicuramente è molto dura uscirne ma permettimi di dire che siete i primi voi che rinforzate tutti questi comportamenti. Di certo lo hanno rinforzato per tanti anni i genitori...ed ora lui si comporta così perchè sa che prima o poi cedono. I comportamenti autolesionistici sono un grande problema, ci vorrebbero dei sedativi in quel caso. Per tutti gli altri problemi comportamentali questi vengono mantenuti dal sistema familiare...mi dispiace dirlo ma anche tu ci sei entrato in pieno. Questo è un problema perchè dovresti vedere il caso in modo più distaccato. Non fraintendermi, non sto minimizzando la tua situazione nè sto parlando tanto per parlare.Quando un comportamento problematico è stato rinforzato per tanto tempo, se si cerca di estinguerlo questo si ripresenterà con molta più forza, ma solo inizialmente; ovviamente non sto parlando di ore all'interno di una giornata bensì di giorni e giorni...ma se si ha paura di non riuscire a gestire il comportamento problema (etero ed auto aggressivo)e se non si mettono in atto delle procedure comportamentali nell'ambiente si rischia di fare un buco nell'acqua. Il tuo compito secondo me in questo momento non è lavorare con il ragazzo bensì informarti un po' di più sull'autismo e sulle procedure comportamentali e lavorare sui genitori, sensibilizzandoli alla tematica e cercando di fargli capire che è importanti farsi aiutare nel modo più corretto...in questo caso il ragazzo dovrebbe essere seguito in un centro residenziale, allontanandolo dalla famiglia e vedendo nel centro come si lavora con lui, si riuscirebbe a riequilibrare la situazione e a far capire ai genitori come si affronta un programma riabilitativo. Non è affatto semplice la situazione che ti ritrovi a gestire ma nulla è impossibile, certo è che il cambiamento spaventa e mette a disagio..ma tu sei disposto ad affrontalO?

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