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LETTERA INVIATA ALLA GELMINI E A BERLUSCONI DA PARTE DI GENITORI CON FIGLI DISABILI

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LETTERA INVIATA ALLA GELMINI E A BERLUSCONI DA PARTE DI GENITORI CON FIGLI DISABILI

Messaggio Da Maestra Gabriella il Lun Giu 08, 2009 6:44 pm

08 giugno 2009 - Marina Ingrosso

Lettera indirizzata al Presidente del Consiglio e al Ministro Gelmini da un gruppo di genitori preoccupati da come la scuola pensi ai nostri bambini e ragazzi come invisibili e privi di diritti e dignità.


Siamo un gruppo di genitori con figli disabili, provenienti da ogni parte d'Italia, che Vi ha già scritto, senza però ottenere alcun riscontro.

In realtà abbiamo percepito una sola conferma: il silenzio, che non è una nostra sensazione, bensì una realtà.

Genitori Tosti vuol dire genitori che non si arrendono, vuol dire genitori che non subiscono il timore reverenziale rispetto al ruolo di alcuni Dirigenti Scolastici che, per una larga maggioranza, disattendono totalmente o quasi il rispetto dell'applicazione delle norme attinenti agli alunni con disabilità certificata, specialmente se grave.

Con il prossimo mese di giugno i giochi saranno fatti in tema di insegnanti di sostegno.

Per noi la stagione 2009/2010 è iniziata da tempo. Non produciamo moda da esportazione eppure “viaggiamo” con un anno di anticipo per non naufragare nell'oceano di “non mi compete”, “ non ho i fondi”, “ dovete fare ricorso”, “ provate a cambiare scuola “ et similia.

I nostri ultimi GLH hanno dovuto riservare ampio spazio al dibattito di ogni anno.

Ricorso al TAR? Avvocato? Minacce? E così molte famiglie saranno costrette a dover affrontare ulteriori spese legali per rivendicare un diritto negato o, peggio ancora, a dover abbassare la testa per mancanza di risorse economiche e accontentarsi di quanto si riesce ad elemosinare per il proprio figlio.

Otterremo sentenze che assegneranno il massimo delle ore.

Ore che poi, comunque, regaleremo nostro malgrado alla gestione dei Dirigenti, che dovranno “spalmare “ (così si dice in alcune zone) sui numerosi casi di disabilità.

Una poco nuova vittoria di Pirro che vedrà l'ennesimo, ulteriore ed ingiusto sforzo da parte di tutte le famiglie sotto ogni profilo.

Poco importa se un bambino disabile alla materna, nel frattempo, abbia iniziato a parlare.

Poco conta se un alunno delle elementari usi il PC in modo eccellente.

E ancor meno conta se uno studente delle scuole medie, tramite la CAA, riesca a scrivere poesie o testi di narrativa ben superiori a quelli dei coetanei.

Figuriamoci, poi, quanto sia assolutamente trasparente il giovane studente delle superiori, ormai ridotto a peso sociale, dopo anni di carenze di personale, di ausili inadeguati, di lotte e battaglie che, seppur vinte da famiglie testarde, non hanno colmato il vuoto cognitivo non diagnosticato alla PA ormai in ginocchio.

Pubblica Amministrazione e organizzazione scolastica che, forse, si sono arrese a non investire sui portatori di handicap, ritenendo meno onerosa la erogazione della pensione di invalidità civile, che di fatto è lo stipendio della madre badante, buttata fuori dallo Stato sociale a causa di forza maggiore.

Tutto questo accade.

Accade troppo spesso per non tentare di chiedere maggiore attenzione, per non indurre alcune famiglie a mettersi alla prova dimostrando le potenzialità sprecate di bambini cui viene negato il diritto allo studio e, di conseguenza, il diritto alla libera espressione della propria identità.

Non è accettabile che una società che ambisca a definirsi civile, continui a permettere tutto ciò, condannando bambini, adolescenti e giovani ad una assenza di istruzione, causata dal silenzio del Ministero che non impone, con toni adeguati, il rispetto di regole esistenti da anni.

Ci permettiamo anche di sottolineare che, con l'applicazione della riforma, il prossimo anno sfumeranno le ore di compresenza.

Conseguentemente ci chiediamo chi e cosa sarà organizzato nelle ore di “vuoto didattico” che i nostri figli subiscono.

Premesso tutto quanto sopra descritto, il gruppo Genitori Tosti

CHIEDE

• una pubblica dichiarazione del Ministro, anche a mezzo televisivo, che ricordi ai Dirigenti Scolastici il loro dovere di pubblici dipendenti, affinché si adoperino, attraverso la pratica reale della normativa, a garantire il pari diritto allo studio di tutti gli alunni di ogni ordine e grado;

• che sia emessa una circolare per cui, se i genitori dimostrano di aver costantemente manifestato la necessità di maggiori ore di sostegno, in concerto con l'equipe di GLH, ove l'Ufficio Scolastico Provinciale ignori le richieste, senza motivazione scritta e trasparente, sia sottoposto a forme di sanzione disciplinari reali. Il pubblico dipendente DEVE delle risposte. Il ricorso al TAR deve essere una eccezione e non la prassi.

• che venga elaborato un progetto di informazione e sensibilizzazione all'interno delle scuole, fin dalle prime classi elementari, su proposta dei Consigli d'Istituto, premiando ogni anno le Scuole che otterranno il migliore risultato didattico e di innovazione tecnologica, come scambio multi-disciplinare applicato alla interclasse. Ciò con il doppio obiettivo di divulgare il senso di civiltà e rispetto che deve essere garantito PER TUTTI, oltre che ottenere la prova mancante consistente nella inversione di tendenza per cui non è solo l'alunno “normo” a dover tollerare la presenza dell'alunno disabile, bensì deve esistere lo scambio reciproco. Ricordiamoci infatti che quasi sempre si parla della integrazione scolastica dando per scontato che l'alunno disabile deve essere integrato nel gruppo classe. In realtà questa affermazione scaturisce dalla assoluta ignoranza in ambito di disabilità come forma di esistere che sia semplicemente uno dei mille volti del tessuto sociale. Obiettivo fondamentale è quello di innescare il meccanismo per cui siano gli alunni “normo” a dover essere integrati nella scuola per tutti, disabili inclusi. Finchè la lente sarà sul disabile e su quanto si debba fare per “gestirlo”, la parola "integrazione" diventa sinonimo di "sopportazione sociale".

• di ricordare ai Dirigenti Scolastici che, ove l'equipe lo ritenga favorevole per la crescita culturale degli allievi, nei casi in cui si renda necessaria la formazione dell'insegnante di sostegno su specifici ausili indispensabili, DEVE essere consentita la elaborazione di un progetto integrato al PEI che attui e soddisfi le reali necessità, in particolare per quanto attiene l'utilizzo di tecnologie innovative e sperimentali su pazienti disabili gravi e gravissimi totalmente paralizzati e quindi privati dell'uso del corpo , ma comunque in grado di contribuire alla crescita della cultura del Paese tutto attraverso la libera espressione di una intelligenza colta e costantemente nutrita.

Ricordiamo che la legge impone ai Genitori di educare, istruire e mantenere i propri figli. Tutti. Dobbiamo certamente rifornire il frigorifero, ma solo nutrendo la loro cultura potremo contare, domani, su una profonda autonomia personale.

Siamo da sempre disponibili al confronto, sotto la forma ritenuta più idonea.
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Maestra Gabriella
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