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consigli e suggerimenti per una situazione delicata

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consigli e suggerimenti per una situazione delicata

Messaggio Da lamaddalena77 il Sab Feb 08, 2014 5:05 pm

Quest'anno seguo un bambino di seconda primaria con problemi quali disturbo del linguaggio espressivo e disturbo emozionale dell'infanzia.
Il livello cognitivo è nella norma ma ci sono rilevanti difficoltà nell'apprendimento della lettoscrittura e difficoltà attentive.
Il bambino si è trasferito quest'anno da una città molto lontana da quella dove insegno, a seguito della separazione dei genitori. Lui si è trasferito qui con il padre e la sorella, mentre la mamma risiede ancora nell'altra città e ha seri problemi (ricoveri in clinica psichiatrica e tentato suicidio).
La situazione è piuttosto seria infatti sono coinvolti sia i servizi sociali che il tribunale per i minori, in seguito a una situazione di violenza della mamma nei confronti della figlia maggiore. Le notizie che sono riuscita a raccogliere vengono soltanto dal padre.
Il bambino qui vive con i nonni paterni, oltre che con il padre e la sorella.
Ogni volta che sento nominare la parola mamma diventa di ghiaccio ed il suo sguardo, solitamente allegro e positivo, diventa spento e triste. Non nomina mai la madre.
La asl di riferimento attuale non ha riconosciuto la diagnosi dell'altra asl di provenienza e il bambino sta facendo nuove visite per avere una nuova diagnosi. Le ore che la scuola è riuscita ad ottenere per il sostegno sono 11, mentre la scuola di provenienza ne aveva richieste molte di più così come aveva chiesto la copertura anche con l'assistente sia a scuola che a casa. Niente di questo è stato ancora riconosciuto.
Ritenendo fondamentale l'aspetto emotivo, sopratutto in un bambino di appena 7 anni, anche per quanto concerne l'apprendimento e la relazione con gli adulti sto cercando di lavorare sulla sfera emotiva, con attività, modalità espressive e comportamentali, atteggiamenti e giochi connessi al contatto fisico e all'espressione dell'emotività. Il bambino infatti ha problemi con gli adulti e non con i pari, con i quali si relaziona abbastanza facilmente, restando comunque timido, e con i quali gioca ben volentieri.

Scusate la lunghissima premessa ma era necessaria. Le difficoltà del bambino a livello di relazione con gli adulti erano così gravi che lui non rispondeva mai a nessun insegnante, anche quando sapeva la risposta, non interveniva in alcun modo durante le lezioni e chiedeva conferme, a volte, solo ad una persona che prendeva a riferimento dopo aver concluso il lavoro.

Pur essendo iscritto da settembre, io ho iniziato a lavorare con lui da fine novembre perché prima non era stato concesso il sostegno.

Oggi per la prima volta ha scritto una frase con la parola mamma di sua iniziativa e ho capito che era il momento di approfondire la questione emotiva e così, visto che aveva voglia di raccontare ho pensato di fargli inventare una storia, utilizzando come punto di partenza della immagini di animali che avevamo usato in passato come riferimento per altre attività. Lui sfogliando il quaderno sia era soffermato su quelle così ho preso la palla al balzo.
Ha inventato una storia lunghissima, dove i protagonisti sono 4 animali che si incontrano e diventano amici. Questi animali rappresentano ( e ne portano il nome) lui, la sorella, il papà ed io la sua maestra.
Il problema non è nella costruzione della storia, nè nella scrittura, infatti per permettergli di aprirsi e di lavorare con la fantasia e con la correttezza delle frasi ho scritto io per lui, altrimenti i continui errori ortografici e la lentezza avrebbero bloccato il processo creativo.
I miei dubbi come potete immaginare sono legati alla mia presenza nella storia, infatti questi personaggi lungo il percorso della storia mangiano insieme, dormono insieme in una casa che scelgono loro ed arrivano felici e contenti insieme in una città bellissima al termine della storia.
Ora mi chiedo e chiedo a tutte voi perché davvero voglio fare la cosa migliore per il bambino: come affrontare il percorso connesso all'emotività e alla relazione con l'adulto senza rischiare, come temo stia avvenendo, che lui includa me nella sua famiglia (con conseguenti assai serie sul piano emotivo)?
Cosa mi consigliate di fare? Come mi consigliate di muovermi?
Spero che qualche collega possa aver avuto la pazienza di leggere questo post infinito e voglia darmi un consiglio.



lamaddalena77
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