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SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA' 5 4 8

SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA'

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SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA'

Messaggio Da Maestra Gabriella il Gio Nov 27, 2008 8:14 pm

IL Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, o ADHD, è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo. Esso include difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attività. Questi problemi derivano sostanzialmente dall’incapacità del bambino di regolare il proprio comportamento in funzione del trascorrere del tempo, degli obiettivi da raggiungere e delle richieste dell’ambiente. E’ bene precisare che l’ADHD non è una normale fase di crescita che ogni bambino deve superare, non è nemmeno il risultato di una disciplina educativa inefficace, e tanto meno non è un problema dovuto alla «cattiveria» del bambino.

L’ADHD è un vero problema, per l’individuo stesso, per la famiglia e per la scuola, e spesso rappresenta un ostacolo nel conseguimento degli obiettivi personali. E’ un problema che genera sconforto e stress nei genitori e negli insegnanti i quali si trovano impreparati nella gestione del comportamento del bambino.

IL SITO UFFICIALE: QUI e QUI

Maestra Gabriella
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Re: SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA'

Messaggio Da Maestra Gabriella il Gio Nov 27, 2008 8:16 pm

Interressante il lavoro svolto dalla direzione didattica di Salò che ha condotto uno studio-monitoraggio sui disturbi di attenzione.

Vi metto il link
http://www.funzioniobiettivo.it/eleindex_file/attenzione/ricerca%20sullattenzione.htm

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SITI

Messaggio Da kucy1 il Dom Nov 30, 2008 10:14 am

Arrow http://www.aidaiassociazione.com/

Arrow http://www.aifa.it/home.htm

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Re: SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA'

Messaggio Da sabrina il Mar Feb 03, 2009 7:12 am

DAl sito aifa:

La capacità di apprendimento e un appropriato comportamento scolastico dipendono dall'abilità del bambino ad orientarsi, a mantenere l'attenzione e a mantenere la sua attività entro certi livelli per un determinato periodo di tempo.


ACCORGIMENTI PER CONTENERE UN'ECCESSIVA ATTIVITA'

Non tentare di ridurre l'attività, ma incanalarla ed utilizzarla per accettabili finalità.

1. Dare incarichi che permettano il movimento controllato nella classe per fini non distruttivi.

2. Permettere di stare in piedi di fronte al proprio posto, specialmente in prossimità della fine del compito.
Usare l'attività come un premio.

1. Dare il permesso per una attività (es. dare incarichi come portare un messaggio a qualcuno, pulire la lavagna, mettere a posto i libri della cattedra, sistemare le sedie) quale riconoscimento individuale di un suo successo.
Usare l'attività come risposta alle istruzioni.

1. Usare metodi di insegnamento che incoraggino la risposta attiva (es. parlare, muoversi, organizzarsi, lavorare alla lavagna).

2. Incoraggiare a tenere un diario dove scrivere, colorare ed altro.

3. Insegnare al bambino a fare domande pertinenti.

ACCORGIMENTI PER CONTENERE L'INCAPACITA' DI ATTENDERE (IMPULSIVITA' )

Non chiedere al bambino di aspettare, ma dargli un sostituto verbale o una risposta motoria da compiere durante l'attesa, e, quando possibile, nel frattempo incoraggiare il suo fantasticare.

1. Istruire il bambino a continuare una parte più facile del suo compito (o a farne uno sostitutivo) nell'attesa dell'aiuto dell'insegnante.

2. Insegnare al bambino ad affrontare in un test per prime le risposte a lui note.

3. Abituare il bambino a sottolineare o a riscrivere le domande prima di cominciare, oppure a colorarne, con un evidenziatore, le parti più rilevanti.

4. Incoraggiare il bambino a scarabocchiare o a giocare con la gomma, col segnalibro o con la matita mentre aspetta o sta ad ascoltare delle istruzioni.

5. Incoraggiarlo a prendere appunti (anche se solo per poche parole, quelle che lui reputa le più importanti.

Incoraggiare il bambino a tirare fuori le sue capacità positive di leadership invece di fraintendere la sua incapacità di attendere come impazienza o prepotenza.

1. Suggerire o rinforzare altri ruoli (es. fare il capofila, distribuire i fogli).

2. Per i bambini che sempre interrompono, insegnare loro come riconoscere le pause nella conversazione e come non perdere il filo del discorso.

3. Indicare al bambino quando serve un maggior autocontrollo per una specifica attività.

4. Insegnare e rinforzare le convenzioni sociali (es. buongiorno, ciao, per favore, grazie).

ACCORGIMENTI PER EVITARE LA CADUTA DELL'ATTENZIONE DURANTE I COMPITI E NELLE ATTIVITA'

Diminuire la lunghezza del compito.
1. Dividere il compito in parti più piccole che possano essere completate il diversi momenti.

2. Dare due compiti, facendo svolgere prima quello che piace di meno al bambino, e poi il suo preferito.

3. Far fare pochi esercizi alla volta.

4. Nel presentare il compito usare un linguaggio preciso e globale.

5. Parcellizzare il compito da memorizzare invece di presentarlo nella sua globalità.

Rendere i compiti più interessanti.
1. Permettere di lavorare in coppia, in piccoli gruppi.

2. Alternare compiti molto interessanti ad altri meno interessanti.

3. Usare proiettori da parete durante le spiegazioni.

4. Far sedere il bambino vicino alla maestra.

Cercare le novità, specialmente alla fine di un lungo compito.
1. Trasformare in gioco la correzione dei compiti.

2. Trasformare in gioco il ripasso mnemonico.

Non incoraggiare o rinforzare il giudizio di "bella addormentata", ossia se il bambino guarda fuori dalla finestra o ad un altro bambino non significa perciò che sia disattento. Purché il suo comportamento non sia di disturbo, non pretendere da lui una quiete assoluta che non sempre coincide con una reale attenzione.

ACCORGIMENTI PER EVITARE LA MANCANZA DI PARTECIPAZIONE E L'INCOSTANZA NEL TERMINARE I COMPITI

Andare incontro alle scelte ed agli specifici interessi del bambino nei compiti.
1. Permettere, entro certi limiti, la scelta del compito, dell'argomento, dell'attività.
2. Capire le preferenze del bambino ed usarle come incentivo.
3. Attirare l'attenzione del bambino al compito.

Assicurarsi che i compiti coincidano con le capacità di apprendimento del bambino e con le sue attitudini.
1. Permettere modalità alternative di risposte (es. scritte a macchina, con il computer, registrate a voce).
2. Alternare il livello di difficoltà del compito.
3. Assicurarsi che il mancato svolgimento di un compito non dipenda dalla disorganizzazione.

Accorgimenti per superare la difficoltà ad iniziare un compito: in generale aumentare la strutturazione e l'importanza delle parti più rilevanti di un compito o delle convenzioni sociali.

1. Predisporre l'attenzione del bambino alle richieste orali (es. dandogli anche delle istruzioni scritte, permettendogli di prendere appunti).

2. Dare una struttura precisa ai compiti ed ai test (es. usare fogli a quadretti per la matematica, stabilire degli standard per i compiti, essere il più specifici possibile).

3. Inquadrare la struttura globale del compito (es. le domande fondamentali, il percorso da compiere, le tavole del contenuto).

4. Permettere il lavoro in coppia o in piccoli gruppi purché a bassa voce.

5. Colorare, cerchiare, sottolineare, o riscrivere le istruzioni od i punti più difficili.

ACCORGIMENTI PER COMPLETARE IN TEMPO I COMPITI ASSEGNATI

Incrementare l'organizzazione del lavoro con l'uso di liste, diari, quaderni di appunti, cartelline.
1. Assegnare i compiti al bambino scrivendoli su agendine tascabili.
2. Scrivere i compiti assegnati sulla lavagna ed assicurarsi che li abbia copiati.

Stabilire le consuetudini per quanto riguarda l'uso dei materiali della classe e per il vestiario.
1. Aiutare il bambino ad organizzare, con l'uso di raccoglitori, i compiti già fatti e quelli da svolgere; lo stesso vale per gli appunti presi in classe per mantenerli in ordine cronologico.
2. Spingere i genitori a stabilire in casa consuetudini giornaliere su come riporre i libri ed usare il materiale scolastico.
3. Aiutare il bambino a tenere in ordine il banco organizzandogli lo spazio.

Organizzare il suo ambiente con divisori e materiali colorati.

1. Insegnare al bambino l'abitudine di porsi delle domande prima di iniziare qualcosa o di lasciare un luogo (es. "Ho tutto quello che mi serve?")

2. Scrivere promemoria da mettergli sul banco, sui libri, sul diario.

3. Incrementare la programmazione sequenziale del pensiero.

Esercitarsi alla programmazione.
1. Programmare le differenti attività (di cosa si ha bisogno, come dividere i compiti in più parti)

2. Prevedere il tempo necessario per ogni singola attività.

3. Insegnare strategie per studiare.

Usare classificazioni, divisioni logiche, ripartizioni.
1. Insegnare l'uso di sistemi di scrittura col computer per riordinare le idee.

2. Insegnare al bambino a prendere note divise in tre colonne quando ascolta le spiegazioni o legge il materiale (punti principali, punti di supporto, domande).

ACCORGIMENTI PER OVVIARE AD UNA SCARSA ABILITA' MANUALE ALLA SCRITTURA

Ridurre la necessità di scrittura manuale.
1. Non obbligare il bambino a ricopiare del materiale: ciò diminuirà il suo livello di qualità invece di migliorarlo.
2. Permettere al bambino di utilizzare gli appunti dei compagni o dell'insegnante.
3. Accettare compiti battuti a macchina, scritti al computer o registrati.

Non pretendere sempre alti livelli di qualità nella scrittura dei compiti ma solo nelle parti più importanti dove è indispensabile la chiarezza.
1. Colorare, evidenziare, sottolineare quelle lettere che di solito il bambino non è capace di fare in corsivo.

2. Ridurre lo standard per una scrittura accettabile

3. Evidenziare quelle parti del lavoro particolarmente ben fatte.

ACCORGIMENTI PER MIGLIORARE LA SCARSA STIMA DI SE

In generale riconoscere le capacità e gli sforzi del bambino.

1. Richiamare l'attenzione sulle capacità del bambino creando, ogni giorno oppure ogni settimana, dei momenti in cui lui o lei possano mostrare i loro talenti.

2. Riconoscere che l'eccesso di attività può anche significare un aumento di energia e di produttività.

3. Riconoscere che essere un capobanda è una qualità da leader.

4. Riconoscere che l'attrazione a nuovi stimoli porta anche alla creatività.

Aumentare la soddisfazione del successo aiutando il bambino a migliorare le sue qualità.

1. Riconoscere l'entusiasmo del bambino ed usarlo per sviluppare le sue qualità.

2. Evidenziare i suoi successi e non i suoi errori.

Coinvolgere il bambino nella soluzione delle sue difficoltà.

1. Fare, insieme al bambino, un elenco dei suoi comportamenti negativi, descrivendo i momenti più difficili e decidere le strategie che possono essere adoperate per evitare guai. Questo colloquio va tenuto privatamente, con calma e con l'atteggiamento di chi cerca di risolvere dei problemi, non per colpevolizzare il bambino.

2. Fare "giochi di ruolo" con il bambino in queste situazioni per praticare comportamenti alternativi.

3. Iniziare con un solo comportamento a cambiare, tenendo una scheda apposita per registrare successi ed insuccessi. Tener conto alla fine di ogni giorno di quante volte il bambino è riuscito ad adoperare una strategia positiva.

4. Dopo il primo miglioramento, aggiungere un altro comportamento da cambiare e decidere assieme al bambino la strategia (o le strategie) che devono essere adoperate.

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Re: SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA'

Messaggio Da sabrina il Mar Feb 03, 2009 7:33 am

L'associazione AIDAI (Associazione Italiana per i Disturbi dell'Attenzione e Iperattività) mette a disposizione degli insegnanti una dispensa.

Vi metto il link dove prelevarlo:

http://www.aidaiassociazione.com/documents/Dispense_Insegnanti.pdf

Inoltre sul sito dell'IPRASE Trentino si può prelevare un libro in pdf:

La testa altrove
Indagine sul Disturbo da Deficit
di Attenzione e Iperattività
ADHD
Attention Deficit and Hyperactivity Disorder
a cura di Fulvio Campolongo


Ecco il link:
http://www.iprase.tn.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/2b464fe3-5485-481b-b088-5f596df31a7b/U1011t3n736_Testa_altrove.pdf?ticket=TICKET_5ff232aaaf2586c04ecd70a6ad67250ff90753e5


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Re: SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA'

Messaggio Da sabrina il Ven Feb 13, 2009 7:23 pm

DAL BLOG BAMBINI VIVACI alcune indicazioni epr gli insegnanti:

ADHD in classe - alcuni consigli per gli insegnanti
E’ buono se l’insegnante non si veda come vittima ma come co-creatore della situazione. Se accettiamo questi bambini per quello che sono, gli offriamo delle strutture ferme e li motiviamo, avranno meno problemi.

• accettare il bambino nel suo essere speciale e cercare una buona relazione con lui

• non dare colpe: adhd non è un mito. Il bambino o i suoi genitori non hanno nessuna colpa di come si comporta il bambino. Non disturba la lezione, non lo fa per malvagità.

• tenersi in contatto con i genitori del bambino, ma non pretendere che lo “telecomandino” a distanza. Gestire la situazione a scuola è compito dell’insegnante. Il flusso informativo tra scuola e casa deve funzionare. Utili sono un quaderno per delle comunicazioni e dei colloqui regolari e frequenti.
Considerare che già i genitori hanno difficoltà con il bambino anche a casa, quindi non avere un rapporto di “richiamo”, ma una relazione di collaborazione. Tutti e due lati sono dipendenti l’uno dall’altro e hanno la stessa meta!

• Non incolpare il bambino se qualche volta non riesce!

• Campo visivo in direzione cattedra, ma non con la schiena verso i compagni! Avrà sempre la tentazione di girarsi (troppa apertura agli impulsi). Quando ci sono dei rumori l’alunno deve avere la possibilità di scoprire la causa, ma subito dopo si deve concentrare di nuovo sulla lezione.

• Non mettere tavoli di gruppo, il bambino si distrae ancora di più.

• Osservare se ci sono dei “piccoli impedimenti” che lo possano distrarre (troppo vicino al termosifone, “collisione” con un mancino ecc.), mettere accanto al bambino un compagno tranquillo.

• Sul tavolo ci devono stare solo i materiali che devono essere utilizzati in quel momento. Il resto è fonte di distrazione.

• Ripetere i lavori da svolgere ed anche regole con pazienza, chiaramente e con insistenza. Non reagire in modo nervoso o arrabbiato. Accettare il fatto che il bambino ha bisogno di “un invito extra”.

• Dare regole chiare: il bambino deve sapere esattamente cosa deve fare e non (parlare quando viene chiamato, andare in giro solo quando richiesto dall’insegnante, alzare la mano)

• Tenersi in contatto anche con il neuropsichiatria che segue il bambino per avere un supporto e per scambiarsi sull’intervento terapeutico.

• Partecipare a tutti gli eventuali convegni, corsi di formazione ed incontri simili riguardanti il disturbo

• Procurarsi della letteratura specifica sul disturbo

MOTIVAZIONE E CLIMA D’APPRENDIMENTO POSITIVO
• cercare le caratteristiche positive e trovarle ed usare la fantasia per svilupparle e rafforzarle (per esempio prendere delle responsabilità, aumentare l’autostima – non scoraggiare, già l’autostima è troppo bassa!)

• Questi bambini hanno “le antenne” se qualcuno cova dei sentimenti positivi o negativi nei loro confronti ed anche se qualcuno è alla loro altezza o meno.

• E’ normale che provano dove sono i limiti, quindi non prenderla come offesa personale o ribellione. Ciò che per gli altri bambini è già provocazione per i bambini adhd è orientamento necessario.
• Non fare prediche lunghe, dare istruzioni chiare e brevi, parlare poco, agire molto e subito!

• Gli attacchi verbali non sono fatti per irritare personalmente. Piuttosto sono delle espressioni di disagio non controllate. Rimanere tranquillo ed interrompere il bambino in modo direttivo. Se necessario allontanarlo dalla situazione (time-out).

• Non scendere in gioco con il bambino! Non farsi coinvolgere in discussioni infinite e non tentare di spiegare tutto nei minimi dettagli. L’insegnante è il capitano ed il bambino è il marinaio. Quando l’insegnante dice no è no, senza ma e però. RIMANERE CALMI E RILASSATI. Se il bambino avverte che nonostante tutto è accettato come persona, seguirà più facilmente le istruzioni.

• Nessuno è un superuomo, neanche gli insegnanti. Quindi prima o poi ci saranno delle situazioni dove perderà la calma e sarà contento di vedere il bambino lontano da Lei. Prendere un tempo appartandosi (time-out) per “scendere” e rilassarsi di nuovo. Poi rientrare in classe, ma senza pregiudizi o aspettative negative, cancellare dalla mente l’accaduto. Solitamente un bambino adhd perdona e dimentica. Faccia la stessa cosa! Solo così riesce ad istaurare un rapporto positivo.

• non solo registrare quando qualcosa è andata storta, ma quando qualcosa è andata molto bene, riconoscerlo ed anche esprimerlo in parole!

• Non fare ingrandire una situazione, intervenire all’inizio con un richiamo breve. Richiamare l’attenzione con un segnale (tocco sulle spalle per es.)

• Controllare ogni giorno se i compiti nuovi sono scritti ed i compiti precedenti sono fatti. Dire al suono di campana “…e i compiti…” è la via più sicura che un bambino adhd non sentirà almeno la metà.

• Motivare con lodi e feedback positivo. Non criticare davanti alla classe. Quando sorge un problema, discuterlo in privato tra 4 occhi.

• LODE ! la lode è la chiave per accedere a questi bambini, da un lato perché solitamente vengono solo rimproverati e quindi sono quasi affamati a ricevere qualche parola positiva. Un altro aspetto della lode è che fa scaturire delle emozioni positive e forti che stimolano il sistema libico. Con la stimolazione di questa parte del nostro cervello, dove vengono “create” e rafforzate le nostre emozioni, i bambini possono compensare il loro disturbo attentivo almeno in parte e diventano più concentrati ed “accessibili”.

• Accettare la spinta di muoversi del bambino: permettere il dondolarsi o alzarsi (quando il momento della lezione lo permette)

• Durante lezioni aperte permettere anche che lavori a terra o in un angolo.

• Dare opportunità di muoversi: un giro lungo il corridoio (e rientrare subito! Regola!), prendere cose in segreteria, pulire la lavagna, giochi di movimento ecc.)

• Ignorare le camminate verso il cestino.



STRUTTURE

• creare delle strutture chiare e dare delle ordini lineari

• suddividere un compito in piccoli passi (dimenticanza)

• esercitare l’autoistruzione: Stop! Guarda! Pensa! Agisci! Controlli!

• Dare degli aiuti per ricordare e dare delle regole

• Rituali! Si sa che i rituali facilitano l’orientamento ai bambini. Questo vale in modo particolare per i bambini con adhd.

• Appendere un’orologio con le frecce. I bambini con adhd non hanno un buon concetto del tempo. Vivono solo l’ora e adesso. Tramite le frecce indichi il tempo, così il bambino si può orientare meglio.

• Usare la metà della scrivania per indicare lo svolgimento della lezione. Questo aiuta il bambino a comprendere in quale fase della lezione si trova.

• Ricreazione: il bambino adhd ha difficoltà nel cambiamento veloce delle situazioni. Esempio: nella lezione di ginnastica tutti giocano liberamente. Poi l’insegnante chiede che tutti si raccolgano in mezzo alla palestra. Mentre già si è formato un cerchio, il bambino adhd ancora è in giro come se non avesse afferrato la chiamata. E’ meglio introdurre lentamente il prossimo passaggio. Dare un compito al bambino con adhd dove deve utilizzare molta forza (impulsi propiocettive). Attraverso l’alta tensione muscolare il “motore scende di marcia”. In questo contesto rifletta se non permettere la chewing-gum durante le lezioni. L’impulso nel masticare ha lo stesso effetto.

CONSEGUENZA
• poche regole chiare, ma non troppo pignole

• badare all’osservanza di queste regole in modo costante e conseguente

• parlare al bambino con gentilezza, sicuro, tranquillo, ma anche deciso,
• tenere il contatto con gli occhi, eventualmente contatto corporeo (per esempio toccare le spalle)

• Quando c’è una lite spesso il bambino adhd non è lontano. Ma attenzione! Non sempre il bambino è colui che ha causato la lite! Questi bambini di solito sono molto sensibili e pronti ad aiutare gli altri. Hanno inoltre un forte senso della giustizia, quindi probabilmente avranno tentato di far cessare la lite e sono andati a finire nel mezzo.

• Anche i compagni sanno bene “quali bottoni premere” per provocare il bambino adhd. Quindi attenzione con l’attribuzione di colpe.

IL LIBRO ROSA

• probabilmente ci sarà un momento in cui Le viene difficile vedere il bambino sotto una luce positiva. In questo caso potrebbe essere utile il libro rosa. Si prenda pochi minuti e scriva tutto quello che trova di positivo in questo bambino. Chieda anche ai colleghi.

• Nessuno, nemmeno il bambino più provocatorio o l’insegnante pessimo, ha solo delle caratteristiche negative. Cerchi solo le caratteristiche positive. Solo quest’azione L’aiuterà a correggere l’attitudine verso questo bambino.

• Dire al bambino chiaramente ciò che ci si aspetta da lui. Non dire: “ma non fare questi scarabocchi!”, invece dire: “cerca di restare sulle linee!”

• Spesso questi bambini hanno delle difficoltà grafomotoriche, si stancano velocemente nella scrittura. Quindi non valutare la forma ma il contenuto.

• A parte tutto il bambino ha un disturbo! Ha il diritto di ottenere il suo aiuto ed è dipendente da questo!

• Chi deve fare tutto quanto? LEI ! I bambini adhd sono una sfida, non un problema. Forse molti consigli fanno parte del Suo bagaglio professionale, forse li applica già, magari con poca conseguenza e constanza. Molti consigli fanno bene non solo ai bambini con adhd, Lei si accorgerà come ne approfitteranno anche gli altri!

NELLA CALMA CI STA LA FORZA!

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Re: SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA'

Messaggio Da kucy1 il Lun Set 21, 2009 7:02 pm

CORSO DI FORMAZIONE
“L’INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI ADHD”


http://www.orvietosettemartiri.it/adhd/adhd/06-07/Parte%201.pdf


Ultima modifica di Maestra Gabriella il Sab Nov 12, 2011 9:45 pm, modificato 1 volta (Ragione : reso link attivo)

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Re: SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA'

Messaggio Da maestramartina il Gio Ott 29, 2009 10:03 pm

volevo ringraziare Sabrina per aver riportato alcune indicazioni dal blog BAMBINI VIVACI: questi bambini sono davvero una sfida, e dopo tanta letteratura avere indicazioni chiare (e quindi vedere che anche ad altri sono successe le mie cose) aiuta molto. grazie!

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Re: SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA'

Messaggio Da Maestra Gabriella il Gio Gen 07, 2010 12:15 am

maestramartina ha scritto:volevo ringraziare Sabrina per aver riportato alcune indicazioni dal blog BAMBINI VIVACI: questi bambini sono davvero una sfida, e dopo tanta letteratura avere indicazioni chiare (e quindi vedere che anche ad altri sono successe le mie cose) aiuta molto. grazie!


Dal BLOG BAMBINI VIVACI:

DISPENSE PER INSEGNANTI:

COPIATE TUTTO IL LINK PERCHè ALTRIMENTI NON SI APRE ...
http://api.ning.com/files/jJksXkX-HjqNhb8iIDJsWwGHwD3TV20bZuiaV65vxq9j3ERJYlDXJGjv*bG2nFUl1Ft9MfKlhMrAP4hMJ8a7zDwwe5JSthoD/Dispense_Insegnanti.pdf


Ultima modifica di Admin Gabriella il Ven Gen 29, 2010 9:18 pm, modificato 4 volte

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Re: SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA'

Messaggio Da nutella67 il Ven Gen 29, 2010 7:34 pm

Grazie di vero cuore, grazie a queste indicazioni posso calibrare meglio l'interazione con il mio bambino a scuola.

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Re: SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA'

Messaggio Da Maestra Gabriella il Gio Mag 20, 2010 8:48 pm

TESI DELLA Dott.ssa Simona LEONARDI…
Master di 1 livello in “ Tecniche di Riabilitazione Psicologica”




DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA'


Introduzione…………………………………………...p. 3

1.Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività….p. 5

1.1 Definizione………………………………………………….p. 5

1.2 Clinica del disturbo da deficit di attenzione e iperattività…..p. 8

1.3 Diagnosi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività…p. 9

2. Eziopatogenesi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività…………………………………………….p. 12

2.1 Funzioni Esecutive in ragazzi con ADHD:

originariamente un deficit di inibizione? ……………………….p. 15

2.2 Selezione procedure per il normale controllo del gruppo…...p. 17

2.3 Compiti……………………………………………………...p. 18

2.3.1 Inibizione di una risposta prepotente…………………………………p. 18

2.3.2 Stop paradigm………………………………………………………...p. .18

2.3.3 Inibizione di un risposta comportamentale…………………………...p. 19

2.3.4 Eseguire un compito………………………………………………….p. 20

2.3.5 Controllo di interferenza……………………………………………...p. 21

2.3.6 Flanker Task…………………………………………………………..p 21

2.3.7 Test della torre di Londra ……………………………………………p. 23

2.3.8 Set shifting............................................................................................p. 26

2.3.9 Wisconsin Card Sortine Test................................................................p. 26

2.3.10 Working memory................................................................................p. 27

2.3.11 Self Ordered Pointing Task ............................................................... p. 27

2.3.12 Fluenza verbale ……………………………………………………..p. 28

2.3.13 Test per il controllo orale dell’associazione di parole……………….p. 28

2.3.15 Corsi block tappino test………………………………………………p.29

3. Presentazione del caso……………………………..p. 30

3.1 Anamnesi…………………………………………………...p. 30

3.2 Osservazione del bambino durante le terapie……………....p. 38

4. Presupposti teorici per l’intervento……………… p. 40

4.1 Ipotesi d’intervento…………………………………………p. 42

4.2 Importanza del ruolo della famiglia nel processo di riabilitazione del bambino…………………………………………………….p. 49

Conclusioni………………………………….………....p.53

Bibliografia………………………………….………....p.55


http://www.cslogos.it/uploads/File/tesi%20ADHD.doc


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Re: SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA'

Messaggio Da mborghese il Gio Mag 20, 2010 11:58 pm

Complimenti e grazie per aver inserito questa tesi nel forum!
La sindrome da deficit attentivo con iperattività mi interessa particolarmente, ed è sempre mio personale oggetto di studio e approfondimento. Già nell'ormai lontano 1993 organizzai un congresso sul tema, invitando relatori di tutte le discipline e provenienze. Recentemente credo che anche l'ADHD stia assumendo, come altre patologie, una proporzione allarmante nel novero delle comunicopatie.
Non ho ancora letto il contenuto della tesi che è stata offerta alla nostra osservazione nel forum, ma ringrazio l'Amministratrice Gabriella, a priori e a prescindere da quanto saranno condivisibili o meno i contenuti del lavoro della Dott.ssa Leonardi. Sarà comunque utile per tutti noi andare ad immergersi nuovamente in questo tema.
Massimo Borghese

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Re: SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA'

Messaggio Da mborghese il Ven Mag 21, 2010 11:09 pm

Torno a scrivere sull'argomento dopo aver letto la tesi. Bel lavoro, chiaro, esposto con semplicità esauriente, sufficientemente bilanciato anche tra le diverse correnti di pensiero circa alcuni fattori patogenetici. Valida anche la trattazione degli aspetti terapeutici. Solo la bibliografia mi è risultata un po' scarna e poco rappresentativa. Comunque, complimenti all'Autrice e ad Admin Gabriella.
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Re: SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA'

Messaggio Da Maestra Gabriella il Sab Mag 22, 2010 8:06 am

mborghese ha scritto:Torno a scrivere sull'argomento dopo aver letto la tesi. Bel lavoro, chiaro, esposto con semplicità esauriente, sufficientemente bilanciato anche tra le diverse correnti di pensiero circa alcuni fattori patogenetici. Valida anche la trattazione degli aspetti terapeutici. Solo la bibliografia mi è risultata un po' scarna e poco rappresentativa. Comunque, complimenti all'Autrice e ad Admin Gabriella.
Massimo Borghese



io l'ho letta in parte , causa stato influenzale a fine maggio ... Mad , la ringrazio per la recensione ma la prego di chiamarmi solo Gabriella . Quell'admin mi fa sembrare tanto disataccata da voi ... e questo non è vero !

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Re: SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA'

Messaggio Da mborghese il Sab Mag 22, 2010 10:58 am

Provvedo subito: Grazie ancora e complimenti per l'iniziativa (oltre che per tutto il forum), Gabriella Very Happy
Massimo

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