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"Pomodori verdi fritti (alla fermata del treno)" di Jon Avnet, 1991

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"Pomodori verdi fritti (alla fermata del treno)" di Jon Avnet, 1991

Messaggio Da guardian angel il Ven Dic 09, 2011 4:47 pm

Un film di Jon Avnet. Con Kathy Bates, Mary Stuart Masterson, Mary-Louise Parker, Jessica Tandy, Cicely Tyson.
Titolo originale "Fried Green Tomatoes". Commedia, durata 130 min. - USA 1991

"Il segreto della vita? Il segreto è nella salsa!"
pubblicato il 17 aprile 2004
Una bravissima Kathy Bates ed una meravigliosa Jessica Tandy protagoniste di un film intenso basato sui temi dell'emancipazione della donna, delle discriminazioni razziali e delle ingiustizie sociali, ma capace anche di una deliziosa ironia e di un certo humor "nero"



L'amore e l'amicizia, la lealtà e la sincerità che vivono all'interno di questi sentimenti, sono i temi dominanti di questo bellissimo film tratto dall'omonimo bestseller di Fannie Flagg e ben diretto da Jon Avnet (produttore televisivo di successo). Tutto il film, inoltre, ha una ben precisa collocazione storico-culturale, quella dell'America del Sud degli anni '30, conservatrice, razzista (con la dominante del Ku Klux Klan) e maschilista.
La storia è quella del forte legame di amicizia che si viene a creare fra Idgie Threadgoode (Mary Stuart Masterson) e Ruth Jameson (Mary-Louise Parker), due donne con caratteri profondamente diversi ma accomunate dagli stessi valori e, soprattutto, dallo stesso dolore iniziale: la morte di Buddy, fratello maggiore di Idgie e fidanzato di Ruth. Questa storia però viene vista attraverso le parole di un'anziana signora, Ninny (Jessica Tandy), che si trova ricoverata in una casa di riposo e che, quasi casualmente, incontra un'altra donna, Evelyn (Kathy Bates), una casalinga con un matrimonio in crisi e con moltissimi problemi esistenziali. L'incontro tra queste due donne ha un duplice effetto: far rivivere a Ninny il piacere di dedicarsi ad un'altra persona e far crescere in Evelyn la forza di cambiare vita. Sessant'anni dopo, in un certo senso, si incontrano due donne che rivivono ai giorni nostri le emozioni e le sensazioni di Idgie e Ruth.
Ottima l'idea di intersecare le due storie con lo schema del doppio piano narrativo che viene sfruttato ed utilizzato in maniera perfetta e che risulta essere, senza alcun dubbio, l'arma vincente del film. Avnet, inoltre, si dimostra all'altezza anche nel delineare le personalità delle quattro protagoniste senza correre il rischio di cadere troppo facilmente in luoghi comuni. Ruth è una donna con saldi principi e all'apparenza fragile che si fortifica grazie a Idgie, ribelle e determinata nell'emergere come donna in un mondo di uomini. Allo stesso modo, Ninny è un'anziana signora con le idee chiare e precise che "risveglia" Evelyn dal suo torpore e che la fa emergere all'interno del suo matrimonio. Maschilismo e razzismo vengono proposti nella giusta maniera così come la voglia di emancipazione delle donne, ma senza per questo sconfinare nel femminismo più esasperato.
Nel complesso, il film è ben strutturato sia nella prima parte che nella seconda, e di questo va dato merito sia agli sceneggiatori (fra cui figura anche Fannie Flagg) che al regista. Ottimo il montaggio e di buon livello la fotografia del film. La colonna sonora non è il punto di forza della pellicola, ma nei momenti importanti riesce comunque a dare il suo piccolo contributo a livello di emozioni.
(Fonte: http://www.movieplayer.it/film/articoli/il-segreto-della-vita-il-segreto-e-nella-salsa_572/ )

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Re: "Pomodori verdi fritti (alla fermata del treno)" di Jon Avnet, 1991

Messaggio Da Roby Meloni il Ven Dic 09, 2011 6:22 pm

é un peccato che nel film non appaia mai, nemmeno nei ricordi Albert il figlio di Ninny, ragazzo diversamente abile, dolcissimo, morto prima di lei. Mi piacerebbe inserire delle citazioni su di lui dal romanzo. I love you
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Re: "Pomodori verdi fritti (alla fermata del treno)" di Jon Avnet, 1991

Messaggio Da Maestra Gabriella il Ven Dic 09, 2011 6:41 pm

Roby Meloni ha scritto:é un peccato che nel film non appaia mai, nemmeno nei ricordi Albert il figlio di Ninny, ragazzo diversamente abile, dolcissimo, morto prima di lei. Mi piacerebbe inserire delle citazioni su di lui dal romanzo. I love you

fallo pure Roby!

Mi piacerebbe leggerle.
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Maestra Gabriella
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Re: "Pomodori verdi fritti (alla fermata del treno)" di Jon Avnet, 1991

Messaggio Da Roby Meloni il Sab Dic 10, 2011 5:46 am

Ok, allora inizio! ;-)
"Pasqua era sempre un giorno fortunato per me. Fu proprio quel giorno che
il buon Dio mi annunciò che avrei
avuto Albert..."
"

"Per anni cercammo di avere un bambino senza riuscirci,
ma lui non mi disse mai nulla che potesse farmi sentire in
colpa, e so quanto ci tenesse ad avere un figlio. Alla fine,
quando il medico mi spiegò che avevo l'utero retroverso e
per questo non potevo restare incinta, Cleo mi abbracciò e
mi disse: 'Non importa, tesoro. Tutto quello che mi serve al
mondo sei tu.' E non mi fece mai sentire diversa. Ma quanto
desideravo dargli un bambino! Continuavo a pregare e a dire:
'Signore, se è per qualcosa che ho fatto, se e per questo che
mi hai resa sterile, fa' in modo che non sia Cleo a doverne
soffrire.' Fu il mio cruccio per anni.
'Poi, una domenica di Pasqua, stavo seduta in chiesa e il
reverendo Scroggins ci stava raccontando la storia di nostro
Signore asceso al cielo, quando chiusi gli occhi e pensai a
quanto sarebbe stato bello poter alzare le braccia e salire in
paradiso con Gesù. e poi ridiscendere portando a casa un angioletto per
Cleo. Mentre stavo pensando questo, un raggio
di sole penetrò attraverso la vetrata e mi illuminò. Era una
luce tanto accecante che dovetti chiudere gli occhi e per
tutto il resto del sermone rimasi così, come segnata da quel
dito divino. Il reverendo Scroggins più tardi mi disse che non
era riuscito a staccarmi gli occhi di dosso mentre parlava, che
i miei capelli sembravano aver preso fuoco e il mio volto
scintillava. 'Ha scelto il posto giusto, questa domenica, signora
Threadgoode,' mi disse.
"Ma io avevo già capito che in quel modo Dio voleva avvertirmi di avere
esaudito la mia preghiera. Alleluia. Cristo è
risorto. Il Signore è risorto."


"Avevo trentadue anni quando nacque Albert. E a questo
mondo non si è mai visto un padre più felice di Cleo Threadgoode.
"Albert era un bel bambino. Pesava quattro chili abbondanti. Vivevamo
ancora con la famiglia, a quell'epoca.."

""Dicono che, quando Sipsey gli diede per la prima volta
Albert, Cleo scoppiò in lacrime. Solo più tardi scoprimmo
che il piccolo aveva dei problemi.
"Per prima cosa notammo che non riusciva a stare seduto.
Ci provava, ma ogni volta cadeva sul fianco. E non camminò
fino a quando non ebbe compiuto ventun mesi. Lo portammo da tutti i
dottori di Birmingham, ma nessuno sapeva
dirci quale fosse il problema. Alla fine Cleo pensò di portare
Albert alla clinica Mayo per vedere se esisteva una cura. Gli
misi il suo abitino da marinaretto con il berrettino. Era gennaio e
pioveva quando Cleo e il bambino salirono sul treno e
partirono. Il piccolo Albert si girò tra le braccia di Cleo per
guardarmi.
"Vederli partire fu come ricevere una pugnalata. Quando
tornai a casa mi sentivo sanguinare il cuore. Albert rimase ricoverato
per tre settimane, venne sottoposto a una moltitudine di esami e ogni
giorno io pregavo: 'Ti prego, Dio, fa' che
non trovino nulla di grave al mio bambino.'
"Quando tornarono a casa, per un'intera giornata Cleo
non mi disse nulla di quello che avevano scoperto e io non
gli feci domande. Forse non volevo sapere. Mi portò una fotografia di lui
e Albert seduti su uno spicchio di luna, con
delle stelle sullo sfondo. Ce l'ho ancora sul cassettone, quella
fotografia, e non la venderei neppure per un milione di dollari.
"Fu solo dopo cena, quando eravamo seduti sul divano,
che mi prese la mano e mi disse: 'Adesso devi farti coraggio."
E io mi sentii morire. Mi spiegò che, secondo i dottori, il nostro
bambino aveva avuto un'emorragia al cervello alla nascita. 'Morirà?' gli
domandai. 'No, è sano come un pesce,' rispose lui. 'Lo hanno controllato
dalla testa ai piedi.' Quando
mi disse questo, mi sentii molto più leggera. 'Grazie a Dio.'
mormorai, e mi alzai, ma Cleo disse: 'Aspetta un momento,
cara. C'è qualcos'altro che devi sapere.' Gli risposi che, finché il
bambino stava bene di salute, il resto non aveva importanza. Ma lui mi
costrinse a sedermi di nuovo. 'Dobbiamo discutere di una cosa molto
importante,' mi disse. E mi spiegò
che, anche se Albert era sano e poteva vivere a lungo, probabilmente le
sue facoltà mentali avrebbero smesso di svilupparsi intorno ai quattro o
cinque anni. Insomma, sarebbe rimasto un bambino per tutta la vita. E a
volte il peso di avere un figlio così, un figlio che richiedeva costante
attenzione, sarebbe stato insopportabile. Cleo mi disse che c'erano
istituti speciali in cui... Lo interruppi a metà frase. 'Un peso!'
dissi. 'Come potrebbe la nostra creatura diventare un peso
per noi?' A chi poteva essere venuta in mente una sciocchezza simile? Dal
momento stesso in cui era nato, Albert
era stato la luce della mia vita. Su questa terra non si è mai
vista un'anima più pura di lui. E anche molti anni dopo, ogni
volta che mi sentivo un po' giù mi bastava guardarlo per tirarmi su di
morale. Io dovevo continuamente sforzarmi di essere buona, mentre a lui
veniva del tutto naturale. Non ha
mai avuto un pensiero cattivo in tutta la sua vita. Non conosceva neppure
il significato della parola male.
"Qualcuno potrebbe non riuscire a consolarsi del fatto che
il proprio figlio abbia subito un simile incidente alla nascita,
ma io penso che Dio abbia voluto così per evitare ad Albert
di soffrire. Lui non ha mai saputo che a questo mondo c'è
gente cattiva. Lui amava tutti e tutti amavano lui. In cuor
mio sono tuttora convinta che fosse un angelo mandato da
Dio e ci sono volte in cui non vedo l'ora di salire in cielo per
riunirmi a lui. Era il mio bambino e mi manca tanto... soprattutto a Pasqua"


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Re: "Pomodori verdi fritti (alla fermata del treno)" di Jon Avnet, 1991

Messaggio Da Roby Meloni il Sab Dic 10, 2011 5:57 am

Sono daccordo con la frase di Ninny: i nostri bambini sono angeli, e anche se non credo, vedere mio figlio mi fa capire che c'è qualcosa di grande la fuori, e che un'esistenza migliore aspetta di sicuro loro e forse noi dopo la vita.
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Re: "Pomodori verdi fritti (alla fermata del treno)" di Jon Avnet, 1991

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