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Io.. speriamo che me la cavo..

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Io.. speriamo che me la cavo..

Messaggio Da guardian angel il Mar Ago 23, 2011 8:32 am

..dal libro del maestro Marcello D'Orta (sessanta temi di bambini napoletani), ed. Mondadori (1990).

La recensione del libro:
"Io speriamo che me la cavo. Sessanta temi di bambini napoletani" è un libro scritto nel 1990 dal maestro elementare Marcello D'Orta, in forma di una raccolta di sessanta temi svolti da ragazzi di una scuola elementare della città di Arzano, in provincia di Napoli, che raccontano con innocenza, umorismo, dialettismi (e infiniti errori grammaticali, appositamente non corretti) storie di vita quotidiana di bambini che vedono con i loro occhi fenomeni come la camorra, il contrabbando, la prostituzione, gravidanze inaspettate ecc.
Affresco fin troppo reale di un meridione lontano dalla modernità e che si sente ai margini di uno sviluppo al tempo stesso così vicino e così lontano, ha come eroi, secondo il critico Riccardo Esposito, proprio quei tanti cittadini del Sud che coraggiosamente cercano di vivere la loro vita in modo onesto e dignitoso, non cedendo al richiamo dei soldi facili o delle raccomandazioni della criminalità organizzata.[senza fonte]
Questo libro, anomalo nel suo genere, ha venduto più di un milione di copie diventando un bestseller.
Il titolo del libro è dato dalla frase con cui un alunno, il più scalmanato di tutti (che alla fine del libro ha una sorta di "conversione dell'innominato" verso lo studio e il senso del dovere), concluse il suo tema sulla parabola preferita di Gesù ossia l'Apocalisse, ribattezzata da quello studente con la locuzione "la fine del mondo".
Da questo libro fu tratto il film omonimo del 1992, interpretato da Paolo Villaggio e diretto da Lina Wertmüller.

(Fonte: Wikipedia)

Il film, la critica (da CoomingSoon.it):
La trama del film è liberamente ispirata al romanzo omonimo. Questo film lo si può volentieri collocare tra i migliori di Lina Wertmuller; sentimenti e freschezza di espressione. Non è mai facile dirigere e far recitare i bambini con naturalezza, evitando leziosaggini fastidiose. La trama è di per se fragile e si è addebitato al maestro trasferito dall'Italia del nord una lentezza eccessiva in quanto personaggio. Al contrario Paolo Villaggio lo ha compiutamente colto, lasciandosi catturare dalle voci pigolanti dei suoi allievi, comprendendoli nelle marachelle e furbizie, ma anche sapendoli capire nelle esperienze quotidiane e in quella espressione di dolore, che da secoli sedimenta perfino negli occhi dei bambini napoletani: per finire affascinato da bizzarrie e dolcezze, da melanconie e sorrisi nella confusione generale. Villaggio a tratti sognante, ma sempre partecipe, è stato delicato e bravissimo e gli allievi irresistibili. Il dialetto, con i suoi sapori, i suoi guizzi, il necessario e vivido miscuglio di allegria , di speranza e di scetticismo da sostanza e fa da mediatore e persuasore. Qua e la, probabilmente inevitabili, anche spunti e ritmi da sceneggiata (l'arresto da parte dei carabinieri di un ragazzo dei vicoli, con conseguenti clamori, lacrime e coralità del quartiere). Altrettanto inevitabile nello sfondo (ma pure in una miriade di echi e notazioni spicciole) la città ed il clima che si conoscono, senza per fortuna ricorrere a battibecchi e sfide Nord-Sud ultra acusate. Dalle labbra di alcuni bambini, per i quali la fanciullezza è stagione precoce e troppo presto finisce nel disincanto, fuoriesce qualche parolaccia". (Segnalazioni Cinematografiche).

"Irritante e folcloristica patacca alla vesuviana che Lina Wertmuller ha tratto dallo scaltro best seller di Marcello D'Orta, inventando la figura del maestro (là inesistente). Operazione quasi del tutto fallita, nonostante l'indubbia bravura di un Paolo Villaggio finalmente vedovo Fantozzi, perché il film sa più di sceneggiata che di commedia; e quei bambini evidentemente plagiati sono più insopportabili delle foche ammaestrate del circo". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 6 settembre 2001)



.. poesia 'strunz'


tema di Gennarino Esposito, 'La mia casa..'



"Se tu avessi la possibilità di viaggiare, dove vorresti andare?"

In America dove stà rambo. In america ci stanno un sacco di soldi.. si è ricchissimi, le strade autostradali... la polizzia grande... non manca mai l'acqua, le case, i grattacieli, i soldi.
Rambo li uccide tutti..."


(video tratti dal film di L. Wertmuller, con Paolo Villaggio)


Ultima modifica di leterbuck il Gio Ago 25, 2011 8:02 pm, modificato 1 volta (Motivazione : aggiunte recensioni)

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Re: Io.. speriamo che me la cavo..

Messaggio Da Maestra Gabriella il Mar Ago 23, 2011 9:14 am

CITAZIONI DEL LIBRO PRESI DAL SITO WIKIQUOTE

Io cretevo chi sa come erano fatti i francesi. Sono tali e quali a noi, solo un po più francesi.

Mia madre dice che il Terzo Mondo non tiene neanche la casa sgarrupata, e perciò non ci dobbiamo lagniare: il Terzo Mondo è molto più terzo di noi!

In America ci sono un sacco di soldi, in America ci è ricchissimi, le strade autostradali, i ponti, le macchine grande, la polizzia grande. Non manca mai l'acqua, le case grattacieli, i soldi.

Se Gesù non mandasse l'acqua, un guaio. Le piante si arrognerebbero, gli alberi mosci, la terra ha sete, gli animali morissero, io morissi.

A me io lo sport che preferiscolo e il calcio, perché si segnano molti gol, mentre nelo sci e nel cavallo non si segna neanche un gol.

A Arzano non c'è nessuno che chiede la limosina perché sa che nessuno gliela può dare.

C'era una volta Ulisse, che aveva incendiato troia con lo stratagemma del cavallo legnoso.

La mamma è una cosa seria. Essa si sacrifica da quando noi nasciamo. Essa produce il latte per noi. Quando siamo piccoli produce il latte, perché è un mammifero: per ciò si chiama mamma.

La Rivoluzione francese vide che c'era stata la Rivoluzione americana e fece la Rivoluzione francese.

La Svizzera è un piccolo paese dell'Europa che si afacia sulla Svizzera, l'Italia, la Germania, la Svizzera e l'Austria. A molti laghi e molte montagnie ma il mare non bagnia la Svizzera e soprattutta Berna.

Io preferisco Garibardi perché è l'eroe dei due mondi, e così ora l'Italia non ha più vergogna di andare in America.

Io penzo (e credo) che la donna deve essere uguale a l'uomo, perché non è giusto che non è uguale. L'8 Marzo la donna deve essere uguale, all'uomo!

Quando io correvo sulla spiaggia tutta la rena andava in faccia ai signori che dormivano, e quelli gridavano. Ma a me che me ne fotte? io correvo!

Noi siamo felici quando mangiamo. Quando viene mio zio che fa il carabbiniere, vuole sempre che io mi lavo le mani, prima di mangiare, ma io faccio finta di andare nel bagnio, perché mi sfasterio di lavarmi le mani!

Ora io già lo so che tutti diranno che non è giusto, ma io invece dico che è giusto. Infatti io credo che gli uomini non sono tutti uguali, ci sono i belli, i brutti, gli alti, i bassi, gli intelligenti e i scemi. Così ci sono pure i popoli diversi.

La fame nel mondo brulica come i vermi, come i lombrichi. Ci sono popoli ricchissimi, che non sanno neanche dove sta di casa la fame, ma c'è l'India, l'Africa e la Basilicata che lo sanno dove sta di casa, la fame!

Io vorrei vivere all'età della pietra, per buttare mazzate.

Mio padre non so quanti hanni ha, però non è troppo vecchio: un poco è anche giovane!
Quando Giovanni mi sfotte vorrei fare il boia. Io sono sicuro che se farei il boia riuscirei bene.

La pioggia è benefica, perché fà parte del ciclo dell'acqua. Il mare bolle sotto i raggi ddel sole, e poi evaqua, e si trasforma in nuvole che si trasformano in pioggia.
Un povero che chiede la carità a Milano, non è di Milano, è di Foggia.
Al Nord il maltempo è sempre cattivo, piove e nevica sempre, le persone si svegliano umide.

La circolazione sanguigna è una circolazione del sangue.

L'hanno scorso io mi sono vestita da Cenerentola, e pure quest'anno mi vestirò da Cenerentola, perché il vestito è facile, basta che prendi delle pezze.

Se devo dire la verità, ma proprio la verità, a me il telegiornale dell'una mi piace, perché non lo vedo in quanto esco da scuola a più dell'una.

Il mondo fa schifo, io non ho paura a dirlo, perché sono il capoclasse, e certe cose posso dirle.

I buoni rideranno e i cattivi piangeranno, quelli del purgatorio un po ridono e un po piangono. I bambini del Limbo diventeranno farfalle. Io speriamo che me la cavo.

Io i tedeschi li schifo e li odio perchè fanno sempre scoppiare la guerra;gli inglesi li odio perchè dicono che sono i migliori del mondo; i francesi li odio perchè fanno la guerra del vino con noi.I negri non li odio perchè non mi hanno fatto niente ma li schifo perchè puzzano.

Io la mamma se non ci sarebbe la inventassi perché sennò come faccio a sapere da chi sono nato?

A tavola mangiamo con i guai. E, se poi abbiamo finito, ed esce la faccia di Gheddafi papà fa un rutto
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Re: Io.. speriamo che me la cavo..

Messaggio Da Maestra Gabriella il Mar Ago 23, 2011 9:18 am

DUE TEMI :

Milano, Roma, Napoli, sono le tre città più importanti d'Italia.
Ricordi le loro caratteristiche?




Incominciamo da Milano, che è la più alta.
Milano è la capitale della Lombardia. Essa come il Piemonte non ha il mare, peò ha le montagne.
Milano è la città più ricca e grande d'Italia: lì si comanda a tutte le industri d'Italia. Tutte le industrie stanno a Milano, anche il libro, Leggere in V. A Milano la gente è tutta ricca, uno è più ricco di un altro, non esistono i poveri. Un povero che chiede la carità a Milano, non è di Milano, è di Foggia.
Le persone non si guardano tanto in faccia a Milano, un vicino di casa è come se fosse un lontano di casa!
Se vai a faccia a terra a Milano e a Bergamo nesssuno ti alza: ti lasciano sulla via, sopratutto a Bergamo Alta. A Napoli invece ti alzano.

A Milano c'è sempre la neve, il freddo, la nebbia, L'umidità; i panni spasi non si asciugano mai, solo a Ferragosto!
E ora voglio parlare di Roma.
A Roma sono tuttti buffoni. La Roma per una volta che ha vinto lo scudetto, sono sempre buffoni.
Però sono anche un poco simpatici. Essi ci chiamano "cugini"
Roma è la capitale del Lazio e la capitale d'Italia.
A Roma c'è lo Stato e c'è pure il Papa, e comandano tutti e due, peò il Papa a tutto il mondo. Il Papa non è venuto mai a Napoli per paura che gli chiedono i soldi.
Roma è piena di monumenti, Milano no, uno solo. A Roma ci sono le rovine di Roma. Nerone non la incendiò, ce lo ha detto il nostro maestro.
Roma è grandissima, peò è pure sporca.
E ora voglio parlare di Napoli.
Io una ci sono andato a Napoli. Era pulita.
Però forse non ho visto bene. A Napoli ci sono tutti i ladri, i mariuli, assasini e drogati. Il mare è una latrina. Vendono le cozze usate. Un bambino di Arzano se si perde lo sequestrano. SE viene un terremoto di un minutino le case subito si sfracellano. I disoccupati sono un milione e mezzo. Ci sono venti figli nella stessa casa. Nel traffico suonano come i pazzi. C'è la camorra nel Duomo.
Io di tutte e tre le città non me ne vorrei andare a vivere in nessuna di tutte e tre le città.

Il fenomeno della droga


Io ho solo dieci anni, ma già da quattro-cinque anni conosco il fenomeno della droga. Già quando andavo all'asilo mia mamma mi diceva non accettare mai caramelle drogate da nessuno, neanche se te le offre la maestra o il direttore. Una volta però la mia maestra me la offrì una, e io mi dimenticai che era drogata, e me la mangia lo stesso, ma stavo bene.
La droga è un veleno che uccide tutti, anche i vecchi, ma più i giovani: è una cosa molto dolce, come lo zucchero, ma non proprio. Essa prima ti rende felice, poi diventi scemo. Nei tuoi occhi vedi tante farfalle, colori, arcobaleni, e vuoi volare. Poi finisce tutto e vedi solo Arzano.
Per avere un grammo di droga bisogna spendere dieci milioni, ma i drogati sono tutti poveri, e allora rubbano, scassasno, buttano i mobbili per l'aria per vedere se ci sono soldi nascosti dal padre dietro ai mobbili, fanno gli scippi, uccidono il padre e le madre.
Io lo conosco un drogato, ma non posso dire il nome, anche Giovanni lo conosce, e se vuole dire lui il nome è meglio. Questo drogato abbita di fronte a casa mia, e quando scende la mattina non è drogato, ha gli occhi normali, e mi saluta. Poi la sera si va a drogare vicino al Campo Sportivo, dove la luce è rotta. Lì si fa la siringa insieme a Quagliarello e a Masone, e quando torna a casa cammina come uno Zombi.
A me a volte fanno pena i drogati, ma ho paura. Però una volta tenevo cinquecento lire in tasca, e li buttai a un drogato che dormiva a terra, e poi me ne scappai. Io ai drogati certe volte glieli dò i soldi, ma ai zingari no. A me gli zingari fanno più paura!

(presi dal web)
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stasera in tv il film

Messaggio Da guardian angel il Ven Ago 24, 2012 7:17 pm

stasera in tv!!!
LA7 ore 21.10


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Re: Io.. speriamo che me la cavo..

Messaggio Da guardian angel il Mer Nov 20, 2013 5:27 pm


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Re: Io.. speriamo che me la cavo..

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