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"Edward mani di forbice" di Tim Burton, 1990 - altro

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"Edward mani di forbice" di Tim Burton, 1990 - altro

Messaggio Da sabrina il Ven Gen 09, 2009 8:17 pm

Io questo film lo trovo adatto a questa sezione, in quando parla e racconta della diversità.




* EDWARD MANI DI FORBICE

di BURTON TIM, USA 1990, 101'





Un vecchio scienziato muore prima di essere riuscito a fare alla sua meravigliosa creatura tecnoumana le mani che sostituisce con due paia di forbici. Il giovanotto, che vive in un castello, viene adottato da una famiglia, va ad abitare nel sobborgo di una moderna città americana, ma è infelice perché odiato dai vicini per la sua diversità.


Ultima modifica di leterbuck il Mar Dic 13, 2011 1:53 pm, modificato 1 volta (Motivazione : ampliato il titolo)
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Big Fish - Le storie di una vita incredibile, 2003

Messaggio Da guardian angel il Mar Dic 13, 2011 2:02 pm

Stasera in Tv
la7d ore 21.10


(Nota: segnalo questo film dello stesso regista: non tratta di disagio/disabilità, ma è pur sempre un toccante ritratto della figura di un padre, narrato in forma di favola.. da non perdere!! Like a Star @ heaven )

Anno: 2003
Paese: USA
Genere: Fiabesco
Durata: 1h 50m
Regia: Tim Burton
Cast:
Ewan McGregor, Albert Finney, Alison Lohman, Helena Bonham Carter, Marion Cotillard e Jessica Lange
Trama breve:
Edward da sempre racconta storie incredibili di streghe e uomini giganti. Suo figlio Will però è interessato di più alla realtà. Da adulto, quando suo padre si ammala, Will torna a casa e riscopre i racconti del padre, i quali forse non sono così fantasiosi.




Chi è veramente Edward Bloom: un ormai vecchio commesso viaggiatore contaballe ottusamente radicato nei racconti fantastici con cui ha descritto la sua vita o un personaggio misterioso e mitologico, un avventuriero dalla vita straordinaria? Agli occhi del figlio Will la risposta è certa e inappellabile: Ed Bloom (interpretato rispettivamente da Ewan McGregor nella versione giovanile e da Albert Finney nella fase della vecchiaia, entrambi magnifici ) altro non è che una figura lontana e patetica, incapace di affrontare la realtà e colpevole di averla sempre sfuggita attraverso il ricorso alle fiabe con cui l'ha rivestita. Giunto al capezzale del padre vecchio e malato dopo tre anni di distanza e di silenzio, a Will non resta che tentare di decifrarne la vita partendo proprio da quei racconti che Edward Bloom si ostina a ricordare: il suo incontro con una vecchia strega e con un gigante gentile, il suo strano soggiorno nello sperduto paesino di Spectre, la sua gavetta nel circo fra nani e uomini – lupo, la sua mirabolante impresa nella guerra di Corea, la romantica conquista della moglie (Jessica Lange) e infine quella continua ricerca del "Pesce Gigante", simbolo di una tensione alla dimensione magica dell'esistenza mai spenta, mai sopita. E la vera scoperta sarà capire come nella vita realtà e magia siano perfettamente conciliabili, a patto che si sia in grado di accogliere la vita stessa con occhi nuovi e con una nuova capacità di ascoltare. Realizzato a seguito della morte del padre e mentre lo stesso regista stava preparandosi a diventarlo, "Big Fish" può essere considerato un punto di svolta nella carriera di Tim Burton, il suo "film della maturità": non più mondi fantastici popolati da uomini – pipistrello, scheletri sognatori o Frankenstein ingenui, ma luoghi dell'anima in cui realtà e immaginazione possono finalmente incontrarsi. E proprio il cuore ingenuo dell'America rurale, l'Alabama delle piccole cittadine senza tempo e dai mille corsi d'acqua, diventa lo scenario per questo toccante e visionario ritratto di padre. Un film bellissimo, commovente e inclassificabile.
(Fonte: MyMovies.it)

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